E la rete pacifista si mobilita: «A Vicenza saremo 100mila»

Il sottosegretario Cento guida la protesta Adesioni da tutta Italia

da Roma

Tornano i movimenti dei Girotondi, Attac Italia, padre Alex Zanotelli e i Comboniani, don Albino Bizzotto e i Beati costruttori di pace. Tornano i centri sociali, e i comitati No-Tav. Tutti in piazza, contro il governo Prodi.
A volte ritornano, e questa volta i pacifisti si rifanno vivi dopo un lungo letargo per protestare per la prima volta contro il governo di centrosinistra che ha detto sì al progetto americano per il raddoppio della base di Vicenza «Dal Molin». Quella che doveva essere una manifestazione locale sta diventando un'organizzazione da corteo oceanico degli ex pacifisti, disoccupati da un anno, da quando è stato eletto il governo dell’Unione, e ora di nuovo attivi sui siti e sui forum di discussione. Si organizzano i treni, gli alloggi per i manifestanti di tutta Italia, «capannoni, garage, stanze, stanzette». Una convocazione simile non si vedeva dai tempi della guerra in Irak e dei cortei di Roma contro Bush e Berlusconi. «Potremmo essere 100mila», annuncia il sottosegretario all’Economia dei Verdi, Paolo Cento. Componente del governo, ma contro il governo.
L’appuntamento è per il 17 febbraio a Vicenza. Verdi, Rifondazione e i Comunisti italiani, sfileranno accanto ai Disobbedienti e agli abitanti della Val di Susa, a Legambiente e al trasversalissimo comitato vicentino del no alla base. Ma difficilmente si vedranno bandiere di partito, perchè così hanno chiesto gli organizzatori vicentini, che si sentono traditi dalla politica e da un governo che speravano amico e che invece ha preso la decisione finale dicendo di sì agli Stati Uniti.
Mezza Unione sarà in ogni caso in piazza, e non mancheranno adesioni anche da parlamentari della sinistra moderata ma vicentini, e dunque vicini ai problemi dei comitati.
Presenze che confermano la clamorosa spaccatura di giovedì scorso nella sinistra, quando il ministro della Difesa Arturo Parisi non è stato sfiduciato al Senato proprio sulla vicenda della base Usa di Vicenza grazie al voto favorevole della Casa delle libertà.
Uno smacco che brucia ancora. Come staranno bruciando le partecipazioni entusiaste di molti parlamentari. Nell'elenco delle adesioni non si contano quelle di Rifondazione, ma anche di Verdi, Pdci, della Cgil. Ci saranno gli amici di Beppe Grillo e il comitato «statunitensi contro la guerra» di Firenze. Non sono gradite bandiere di partito: «È giusto che non ci siano bandiere di partito, rispettiamo questa scelta - spiega Cento - perché tutti noi stiamo in partiti che hanno almeno una contraddizione, ossia stare nel governo ma partecipare a una manifestazione contro il governo».
Dalla Sicilia, con il comitato Peppino Impastato, a Torino, da dove partiranno i pullman dei comitati contro l’alta velocità della Val di Susa, si stanno moltiplicando le manifestazioni di solidarietà ai vicentini e le adesioni alla manifestazione. Venerdì la rete antagonista di Cosenza ha organizzato un blitz durante il congresso dei Ds «in solidarietà al popolo di Vicenza». Sul sito www.altravicenza.it si invita a pubblicare «una lettera di protesta a Prodi». In sette giorni sono state raggiunte 5mila firme on-line per dire «no» al raddoppio della base.
«Alla manifestazione del 2 dicembre, quando il dibattito sulla base non era ancora esploso in Parlamento, parteciparono 30mila persone - ricorda Cento - il 17 ce ne potrebbero essere 100mila. Ci saranno tutte le componenti del movimento pacifista, e direi che sarà la prima mobilitazione della società civile e del pacifismo contro il governo Prodi, tenuto conto che quest’estate non si organizzò niente in concomitanza con il dibattito in Parlamento sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Un elemento interessante mi pare il forte ruolo del mondo cattolico, che sarà presente con diverse associazioni. Padre Zanotelli ha già “battezzato” la manifestazione».