E la Rice non si scalda per la Palin

da Washington

Con la discesa in campo repubblicano di Sarah Palin e l’incessante attivismo della democratica Hillary Clinton, i mass media americani si preparavano a coprire un’avvincente battaglia all’ultimo sangue tra donne. «Non trattenete il fiato, non succederà», ha detto l’ex portavoce di Hillary, Howard Wolfson. L’ex candidato presidenziale non ha infatti lodato a dismisura la rivale repubblicana, ma non l’ha neppure attaccata frontalmente.
Se la neutralità di Hillary può apparire giustificata, a qualcuno è sembrato strano che la Lady di ferro del partito repubblicano, il segretario di Stato Condoleezza Rice, non soltanto non abbia accolto la nomina di Palin alla vicepresidenza con grandi dichiarazioni, ma in più occasioni non abbia neppure difeso la governatrice dell’Alaska dagli attacchi sulla sua poca esperienza politica. «Ha fatto un discorso incredibile», ha detto Rice. Ma alla domanda dell’intervistatore della Cnn sulla preparazione politica di Palin, ha risposto: «Sono decisioni prese dal senatore McCain. Ho grande fiducia in lui». E incalzata ha aggiungo: «Ci sono diversi tipi di esperienza nella vita che aiutano ad affrontare questioni di politica estera. Non sarò coinvolta in questa campagna politica».