E Ron Paul il libertario fa un congresso tutto per sé

nostro inviato a St.Paul

La vera festa è qui, da Ron Paul, il candidato libertario. Il partito repubblicano gli ha chiuso le porte della Convention di St. Paul e lui si è vendicato organizzando un convegno alternativo a Minneapolis, la città gemella, davanti a dodicimila sostenitori giunti da tutti gli Usa, giovani, entusiasti, propositivi. Che contrasto rispetto all'atmosfera prevedibile, convenzionale, vecchiotta del Xcel Energy Center. Sì, la vera festa è qui. E l'intervento di Jesse Ventura, l'esuberante ex campione di wrestling ed ex governatore del Minnesota, ha reso il clima ancora più euforico. Ventura potrebbe candidarsi alle presidenziali del 2012, con il pieno sostegno di Ron Paul che alle primarie di quest'anno è giunto terzo nonostante sia stato ignorato dai media. Ha ottenuto una quarantina di delegati e avrebbe avuto tutti i titoli per parlare alla Convention, ma l'establishment del partito lo vuole tenere in disparte e gli ha negato il podio.
Ron Paul è un conservatore-anarchico, che vuole ridimensionare drasticamente il governo di Washington e la Banca federale, ritirare gli Usa dalla Nato e ridimensionare l'influenza statunitense nel mondo. È un liberista al 100%, ma ritiene che le attuali organizzazioni internazionali, come quella per il commercio mondiale, anziché difendere il libero scambio si siano trasformate in strumenti di controllo occulto. Rivoluzionario, iconoclasta. Durante il convegno, svoltosi martedì e durato otto ore, gli oratori hanno attaccato sia i democratici sia i repubblicani, rivendicando un ritorno alle origini, ovvero una riscoperta dei valori più autentici della Costituzione americana.
Come di consueto i grandi media lo hanno snobbato, ma lui non si lascia scoraggiare. E, secondo fonti informali, starebbe preparando l'ultima sorpresa: una manifestazione di protesta dentro l'XCel Energy Center. I suoi 40 delegati sono pronti.
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