E Rossi si rammarica: «Lo stadio vuoto? Scenario aberrante»

Rappresenterà un inevitabile tuffo al cuore di Delio Rossi questo Atalanta-Lazio in programma alle 15 allo stadio «Atleti azzurri d’Italia». Bergamo è stata l’ultima piazza dove il signor Delio ha lavorato prima di sbarcare a Roma e agli orobici nerazzurri quasi regalò una salvezza due anni fa, svanita solo con la sconfitta interna patita alla penultima giornata di campionato davanti alla Roma. Ma come spesso accade ci sarà poco spazio per i sentimenti, anche perché il pubblico non sarà presente sugli spalti, conseguenza delle sentenze decretate negli ultimi giorni.
È però certo che ai laziali tornerà in mente l’ultima volta «a porte chiuse», neanche tre mesi fa a Lecce contro il Catania. Ricordo amaro, e non solo per il deserto sugli spalti dello stadio «Via del mare», ma anche perché il 3 a 1 subìto contro Pantanelli e i suoi fratelli rappresenta a oggi la pagina nera della stagione dei tesserati di Claudio Lotito. A prescindere dal precedente, comunque, giocare a porte chiuse non piace e non gratifica. Chiaro il Rossi-pensiero, esternato al ministero della Pubblica istruzione appena due giorni fa: «È calcio virtuale. Non importa se in alcuni stadi ci sarà il pubblico, questa è comunque una sconfitta per tutti. Giocare a porte chiuse è aberrante, ma è la logica conseguenza dal momento che si è dato il calcio in pasto alle tv trasformandolo in sport da salotto». E ancora: «Non si può andare a chiedere i voti ai ragazzi delle curve e poi legiferare contro di loro». Duro, ma quanto mai sincero e realista. Così passa in second’ordine tutto, persino le statistiche e gli amarcord del giorno prima. Nella sala stampa di Formello, ad esempio, ieri si è parlato tanto dell’extracalcio, pochissimo dell'imminente sfida. «È chiaro che lo spirito con cui torniamo in campo non è favorevole», ha sottolineato il tecnico romagnolo, aggiungendo che «si giocherà in uno stadio a porte chiuse a causa della morte di un servitore dello Stato, ma dobbiamo fare di necessità virtù».
In settimana si è lavorato per ovvi motivi a fari spenti. L’infrasettimanale di Formello, disputata giovedì contro la Flaminia, è finita 6-1 con due gol di Simone Inzaghi e una rete a testa di Ledesma, Rocchi, Cribari e Firmani; poi va detto che non hanno preso parte all’amichevole Peruzzi (a riposo precauzionale per un problema al polso, ma a Bergamo ci sarà), Bonetto (problema alla schiena, leggasi lombalgia) e i nazionali che hanno fatto lavoro di scarico tranne Makinwa, che ha effettuato alcune sedute di fisioterapia. Ne deriva che la formazione vedrà in campo i centrali Siviglia e Cribari al centro della difesa, posizionati davanti al saltimbanco di Blera, e Behrami e Zauri schierati lungo le corsie esterne. Poi, alle spalle delle punte Pandev e Rocchi, spazio al rombo di centrocampo, con Mauri posizionato sul vertice alto, Ledesma davanti alla difesa e Mutarelli a sinistra mentre Mudingavy (non convocato perché afflitto ancora da problemi alla schiena) sarà sostituito presumibilmente da Firmani, favorito su Manfredini. Dirigerà le ostilità il signor Morganti di Ascoli, che forse senza spettatori sarà portato ad arbitrare con un briciolo di tranquillità maggiore.