E Rosso il timido farà trottare gli alleati

Promosso all’«esame», in commissione anche Gardini e Dell’Utri

«Matteo Rosso, promosso». E non è che fosse un esame semplice, tant’è che alcuni son stati bocciati. Lui, Matteo Rosso il più giovane consigliere regionale di Forza Italia, adesso è anche presidente del comitato elettorale del Collegio 10.
Il suo nome l’aveva proposto il coordinatore ligure, Enrico Nan, ma non valevano raccomandazioni qui. Milano, sede di Forza Italia. In commissione ci sono, fra gli altri, il temibile Marcello Dell’Utri e l’affascinante Elisabetta Gardini, portavoce del partito. Li chiamano uno a uno. «Rosso Matteo. Prego si accomodi». Lui solo davanti a loro. I criteri di valutazione sono sette, appuntati su un foglio. Non si sfugge, bisogna rientrare in tutti, e per convincere la giuria le risposte vanno motivate. Il primo requisito è facile facile: «Lei si riconosce nel progetto di Silvio Berlusconi?». Che domande, altrimenti uno non sarebbe qui. È da lì in poi che i fans di Rosso hanno incrociato le dita. Lui, timido quanto basta per arrossire mentre pure spara bordate sul centrosinistra, ha dovuto trasmettere «autorevolezza». Lui, che se lo chiami tu al telefono ti chiede lui se disturba, ha dovuto dimostrare che è un maestro in «capacità di relazione». Lui, che già fa il dentista e pure il politico, s’è sentito chiedere se per caso abbia anche capacità creative, organizzative e possibilmente di raccolta fondi.
Epperò li ha conquistati quasi subito. Perché solo i pacati e i riservati, quando si infervorano stupiscono davvero. E lui s’è lasciato andare: «Il partito che vedo oggi ha lo stesso entusiasmo che aveva nel ’94. La gente che vedo oggi ha voglia di tornare a votare Casa delle libertà. Noi dobbiamo rilanciare questa macchina organizzativa, tornare sul territorio. Io sono qui per questo, io tornerò sul territorio». Ma lei lo conosce, il territorio del collegio 10 che andrà a presiedere? Ma che domande.