E Rutelli insegue il miraggio del 20%

L'ipotesi di "grande centro" teorizzata dal leader di Alleanza per l'Italia: un polo che unisca forze democratiche, popolari e liberali "che vogliono fare le riforme"

Francesco Rutelli dà i numeri. Quelli dell’agognato terzo polo, in un’ipotetica imminente sfida delle urne. Secondo «Cicciobello», come lo aveva ribattezzato il compianto presidente Cossiga, il grande centro, «risposta alternativa ai due schieramenti, può volare sopra il 20 per cento dei consensi». Boom. «Sparata» ieri, durante l’intervento davanti alla platea della Festa regionale per le adesioni del Lazio di Alleanza per l’Italia. Rutelli, del resto, è davvero ambizioso: «Unire in un nuovo polo le forze democratiche, popolari, liberali, che vogliono fare le riforme». Insomma, una terza gamba che approfitti del fatto che «il bipolarismo così com’è porta solo il trionfo degli estremi» in modo da «raccogliere gli scontenti». I quali, nell’analisi dell’ex sindaco di Roma, sarebbero dunque un italiano su cinque. Il senatore non può alla fine dimenticare il possibile futuro alleato Gianfranco Fini e il suo ingombrante passato nel Msi prima e in An poi, peraltro suo avversario negli anni Novanta alla poltrona di primo cittadino della Capitale. Contraddizione liquidata da Rutelli in poche battute: «Colui che all’epoca si accompagnava a un esponente di estrema destra come Ciarrapico, oggi ha compiuto un cambiamento reale». Perciò oggi si registra «un avvicinamento tra le rispettive posizioni». Talmente tanto, magari, da rincorrere a braccetto il miraggio del 20 per cento di voti...