E' sabato Champions con Inter, Juve e Roma

Oggi tre anticipi di serie A per le squadre che martedì e mercoledì saranno impegnate negli ottavi di Champions League. Inter a Bologna alle 16, <strong><a href="/a.pic1?ID=330503" target="_blank">Roma in casa con il Siena</a> </strong>alle 18, <strong><a href="/a.pic1?ID=330506" target="_blank">Juventus a Palermo </a></strong>alle 20,30

Appiano Gentile - «Manchester? Domande buone per lunedì, prima c’è il campionato. Per vincere lo scudetto ci servono 33 punti, magari ne bastano 25 ma a Bologna possiamo farne subito tre o uno, comunque possiamo portarci avanti. Noi giochiamo per vincere il campionato, non ci sarà turnover, neanche una prova d’orchestra, ma chi scherza con il Bologna, scherza con la squadra, scherza con me e martedì non gioca». Ha detto José Mourinho subito, alla prima curiosità sul martedì di coppa a San Siro contro i campioni del mondo per club del Manchester United, cartina tornasole della stagione dell’Inter e di José. Quindi è lecito nutrire qualche dubbio sulla concentrazione della squadra nella trasferta di Bologna, 25ª giornata, 33 punti di differenza in classifica, ma anche solo 2-1 all’andata con il tacco di Ibra e il dubbio rigore trasformato da Adriano, quando in panchina c’era Arrigoni.

Qualcuno riposa, José l’ha fatto capire. La giornata di squalifica di Chivu e Burdisso e l’indisponibilità di Materazzi, rilanciano la coppia Cordoba-Samuel. Cambiasso, Zanetti e Stankovic difficilmente si vedranno in campo contemporaneamente, Vieira giocherà un altro spezzone di partita, José ha detto che il francese lavora col gruppo e si impegna, sarà in campo e farà più del quarto d’ora scarso nel derby. Davanti potrebbe rivedersi Figo dietro le punte Ibra e Adriano, con Cruz e Balotelli pronti a subentrare per evitare ai due titolari di Champions di giocarsi tutti i 90’ del Dall’Ara. Ma questo José non lo dice, guai a parlare dello United, anzi, ha voluto addirittura precisare che chi ha scritto che l’Inter si è allenata a San Siro per adattarsi meglio alla supersfida è caduto in un clamoroso errore: «Abbiamo svolto l’allenamento lì perché i campi di Appiano erano praticamente impraticabili e abbiamo lavorato con più qualità, il Manchester non c’entra». E ha tentato di chiudere il capitolo Champions con una sentenza: «Prima di tutto viene il Bologna, non penso al turnover, è un espediente al quale ricorrono gli allenatori che non possono vincere il campionato». E siccome ha continuato a notare perplessità, ha tentato di rinforzare il concetto: «Ricordo che alla vigilia di un incontro di Champions lo fece il Liverpool con il Fulham. Giocarono undici riserve, compreso il portiere, e l’1-1 finale fece arrabbiare tutte le altre squadre che come il Watford lottavano per non retrocedere. Io invece alla vigilia di una partita di coppa ho messo in campo Ballack e l’ho perso per infortunio. Ma non cambio il mio atteggiamento».

Morale? José non ha più voluto parlare di Champions ma per pura cortesia l’ha fatto davanti alle domande dei colleghi della stampa inglese: «Non penso che il nostro obiettivo sia battere il Manchester. Il nostro obiettivo è vincere la Champions. È inutile eliminare il Manchester se poi esci ai quarti. Nella Champions o vinci o perdi, e qualunque squadra importante se viene eliminata verrà distrutta dalla stampa. Io guido il gruppo più forte che abbia mai avuto e martedì sera ci saranno 80mila interisti a San Siro, mi immagino una grande atmosfera. Ma non ci serve eliminare il Manchester, ci serve vincere la Champions».

Comunque alle quattro di questo pomeriggio c’è il Bologna di Sinisa Mihajlovic che dopo le dichiarazioni velenose dei giorni scorsi («io posso stringere la mano a tutti, all’Inter qualcuno ha la coscienza sporca»), nell’immediata vigilia ha fatto l’amicone: «Auguro all’Inter di vincere campionato e Champions. Se fossi Mourinho contro di noi giocherei con la formazione titolare. Affronto una grande squadra ma la notte dormo. E poi dell’Inter conosco tutto, sono forti ma hanno dei punti deboli e ogni tanto perdono anche loro». Allora Mourinho si è messo a parlare di Adriano, uno che non arriva più in ritardo: «Sembra felice, si allena e lavora per la squadra, se continua con questi progressi è perfetto. Sono felice per lui, quando sarà uscito completamente avrà una grande esperienza da raccontare». Il Bologna? Ha già detto che va lì a prendere tre punti, magari uno solo.