E sabato Roma dovrà dimostrare di essere una città da Champions

La Coppa Italia sarà la prova generale per la finale del 2009

da Roma

Nessuna restrizione per le tifoserie, conferma dell’orario delle 21, ma capitale «blindata» con misure di sicurezza rafforzate (duemila gli agenti impiegati). Non si attendevano sorprese dalla riunione dell’Osservatorio del Viminale - dalla prossima stagione ripensato e riorganizzato, ma che lunedì presenterà la nuova tessera del tifoso - limitatosi a stabilire il massimo indice di rischio per la finale di Coppa Italia Roma-Inter, in programma sabato all’Olimpico.
Il presidente dell’Osservatorio Ferlizzi e il prefetto di Roma Mosca sono concordi nel riconoscere che la sfida è a rischio incidenti, specie dopo quanto successo domenica scorsa. Ma anche che non ci sono alternative: con una finale unica e circa 47mila tagliandi già venduti, non si può tornare indietro. Né rimborsare i biglietti agli interisti, né vietare per assurdo la partita. In più c’è da rispettare il contratto Rai, che vuole la diretta in prime time.
E c’è da considerare - evento inedito per la competizione - la presenza in tribuna del capo dello Stato, che da cerimoniale premierà la squadra vincente in uno stadio «virtualmente» diviso a metà (zona nord agli interisti, sud ai romanisti). Nessuno si sarebbe sognato di telefonare al Quirinale per modificare l’agenda del presidente. Sarebbe stato uno smacco senza precedenti per la città di Roma e anche per chi ne gestisce la sicurezza. Come si sarebbe potuto spiegare all’Uefa che la capitale d’Italia, che ospiterà il 27 maggio 2009 l’ultimo atto della Champions league, non è in grado di organizzare nemmeno la finale della coppetta nazionale? Tanto più che ieri a Mosca il presidente della Figc Abete, durante il passaggio di consegne tra comitati organizzatori, ha fornito assicurazioni al numero uno dell’Uefa Platini.
Ecco che si è deciso di procedere senza divieti, anche perchè nei precedenti tra Roma e Inter, compresa l’ultima finale di Supercoppa a Milano ad agosto, non erano emersi problemi di ordine pubblico (tranne il ferimento di un paio di tifosi interisti nella gara a Roma del 29 settembre). Verrà dunque rafforzato il piano di sicurezza, elaborato dalle autorità provinciali romana e milanese, oltre che dagli organismi di intelligence, per garantire il regolare svolgimento della partita, ma anche tranquille fasi di afflusso allo stadio e di rientro delle tifoserie nelle città di provenienza. Oggi alle 13 il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica farà il punto della situazione. Analizzando anche la possibilità che almeno diecimila biglietti per gli interisti possano rimanere invenduti e quindi essere messi a disposizione dei romanisti.
Dal canto suo l’Osservatorio ha inviato un messaggio alle due tifoserie nel quale si richiede un «ritrovato senso di maturità sportiva, anche con il supporto dei club, tenuto conto della straordinaria visibilità che la gara avrà anche a livello internazionale in vista della finale di Champions del 2009 e degli imminenti Europei».