E Santoro appoggia chi viola la legge

L’antiberlusconismo di Annozero, a differenza delle mezze stagioni, c’è sempre, ma non per questo m’è parsa notevole la puntata di giovedì scorso. M’è parsa notevole - ed esecrabile - per l’abuso mediatico che è stato fatto d’una triste vicenda umana: quella degli operai extracomunitari clandestini che a Brescia si sono issati su una gru annunciando che non ne sarebbero scesi se non quando fosse stato (...)
(...) loro garantito il permesso di soggiorno. Questi blitz hanno un sottofondo squallido. Sono promossi, con tutta evidenza, da persone o da movimenti cui non importa nulla del disagio e del dolore di chi è venuto da lontano, a loro importa d’asservire il disagio e il dolore agli interessi della miserevole botteguccia politica. Con questo non voglio per niente negare le sofferenze, le attese, le delusioni, le frustrazioni di tanta povera gente. Né voglio ignorare l’avidità e la perfidia di chi da questa povera gente si fa consegnare denaro (mi sarebbe piaciuto che fossero detti nomi e cognomi). Ma è paradossale che per cancellare l’illegalità dell’ingresso in Italia gli occupanti della gru ne compiano un’altra. Con la pretesa che le due irregolarità, sommate, producano regolarità.
Questi episodi si ripetono. Dell’ultimo - a Brescia appunto - si è impadronito alla sua maniera Michele Santoro, la cui bravura nell’allestire drammoni a tinte forti è risaputa. Così come è risaputa la tendenziosità, rabbiosa e lacrimevole insieme, dei suoi scudieri.
Sono abituato alle escandescenze delle assemblee santoriane, le ho patite anche sulla mia pelle, in anni lontani. Questa volta tuttavia Santoro mi ha particolarmente indignato. Con accenti teatralmente commossi si è fatto condottiero degli asserragliati sulla gru, e ha posto lo Stato di fronte a un’intimazione: per loro bisognava trovare una soluzione, e la soluzione, lo si capiva da mille chilometri lontano, poteva essere una sola: concedere ciò che i gruisti chiedevano. Il tanto osannato «servizio pubblico» è stato messo in realtà al servizio di chi viola le leggi, è divenuto apostolo di quanti pretendono di farsi giustizia da sé, a danno dei tanti che seguono, anche se dolorosamente, le procedure normali.
In studio Maurizio Belpietro ha bravamente fronteggiato l’onda rossa, ma era in netta inferiorità numerica. In piazza un sacerdote che all’assistenza si dedica ha spiegato come i ribellismi velleitari nuocciano alla causa degli immigrati attizzando le insofferenze nei loro confronti, ma Santoro l’ha spicciativamente messo in angolo. Dopodiché un signore dall’aria ispirata ha ribattuto che non era vero niente, Brescia era con gli scalatori della gru. Quel signore raccontava balle, simili dimostrazioni portano acqua al mulino di sindaci modello Adro, inducono a votarli anche cittadini che dei riti celtici e delle ampolle padane e ne infischiano. Sono semplicemente cittadini che vorrebbero vivere in una Italia dove fossero certi i diritti e i doveri di tutti, in una Italia cui fosse riconosciuto il diritto di stabilire, in base alle sue leggi, chi debba essere accolto e chi no. Può darsi che ci siano leggi sbagliate, ma il sistema democratico prevede come si possa e si debba modificarle. Tra le procedure non esiste quella ricattatoria esaltata da Annozero. Che il ricatto - associato a un linguaggio arrogante da vittime nei confronti delle autorità carnefici - l’ha sponsorizzato. Santoro si augura sicuramente cento, mille, centomila occupazioni di gru, di strade, di autostrade per la realizzazione di conquiste sociali. Alla faccia, lo ripeto, di individui o gruppi o categorie che non potendo fare ostaggi debbono macerare nel silenzio e nell’indifferenza altrui le proprie pene. Il fatto che questo messaggio antistato arrivasse da un teleschermo di Stato è un capolavoro dei demagoghi.
Non invoco, per carità, né censure né richiami nei confronti di Santoro. Mi sentirei in colpa grave se contribuissi ad ampliare l’aureola salvifica dalla quale è avvolto Michele il redentore. Mi limito a esprimere una mia opinione, che verrà sicuramente bollata come passatista e reazionaria. La mia opinione è che questi incitamenti populisti sulla pelle di sventurati che vogliono farsi qui da noi una nuova vita, e che nei loro paesi non si troverebbero su una gru ma in galera, siano una cattiva e cinica azione. Moralismo verboso tanto, moralità vera come l’anno. Zero.