E scoppia il caso consulenze La presidente piemontese sommersa da interpellanze

Il centrodestra contesta le spese per gli «esperti». Ghigo (Fi): «In solo tre mesi sborsati 850.000 euro»

da Roma

In Regione fioccano le interpellanze: su consulenze in ambito sanitario, della comunicazione, finanziario. L’ammontare delle consulenze «in tre mesi è di 850.000 euro», dichiara il capogruppo di Forza Italia ed ex presidente della regione, Enzo Ghigo. In un’interrogazione si chiedono lumi su 110mila euro di collaborazioni esterne nel settore della sanità.
Un consulente è stato nominato per pianificare la strategia della montagna (35mila euro): dovrà proporre «anche mediante documenti, proposte ed elaborati, degli elementi utili alla definizione da parte dell’amministratore delle linee strategiche, delle direttive, degli indirizzi e degli obbiettivi in materia di opere pubbliche, difesa del suolo ed economia montana e foreste». A un’altra consulente è stata offerta una «collaborazione per supportare le attività della Presidente della giunta di direzione e coordinamento dell'esecutivo regionale, in ordine a tematiche di carattere economico finanziario». L’importo è di 60mila euro lordi l’anno. «Incidentalmente - si legge in una interrogazione di An - ha già ricoperto la carica di assessore e consigliere nel Comune di Chivasso».
Un altro collaboratore è stato assunto per fornire «supporto tecnico» a un avvocato che deve sostenere una causa intentata da una donna per la morte di un marito dopo somministrazione di sangue infetto in una Asl regionale. In questo caso l’importo andrà definito con una successiva delibera.
In un’interrogazione urgente dell’opposizione si invita : «La presidente cambi la Panda e nomini meno consulenti». Si ricorda infatti che prima dell’elezione Mercedes Bresso aveva assicurato: «Tornerò a casa in Panda e non con l’auto blu». Una «vena pauperistica - si legge nell’interrogazione - che sembra essere stata dimenticata in fretta dalla presidente e da alcuni dei suoi collaboratori, tanto che non hanno tardato a nominare consulenti personali nelle ultime giunte e stipendi che certamente sarebbero invidiati dalla gran parte dei cittadini piemontesi».
Sta inoltre sollevando un polverone la decisione di sospendere un concorso per dirigenti regionali, approvato con una delibera dello scorso aprile dalla precedente giunta. Il concorso prevedeva l’assunzione di 15 dirigenti. Il 12 maggio il governo regionale ha sospeso il concorso «in considerazione della volontà di rivedere la configurazione organizzativa dell’Ente...». Ma a soli cinque giorni di distanza sono stati assunti due dirigenti, ex collaboratori di Mercedes Bresso alla provincia di Torino. I consiglieri Gianluca Vignale, William Casoni, Marco Botta, Roberto Boniperti e Agostino Ghiglia scrivono quindi nella loro interrogazione: «Tanto la sospensione quanto le nomine, appaiono come la volontà di superare un concorso pubblico per poter nominare chi si ritiene più opportuno ledendo non solo i principi più elementari della trasparenza concursuale, ma anche i diritti di coloro i quali - iscritti al concorso sospeso - si vedono superati da altri senza aver potuto confrontarsi su un concorso pubblico».