E se il supereroe combatte Al Qaida il vero cattivo diventa il disegnatore

Scherza coi fanti e pure coi santi ma lascia stare Al-qaida. Anche perché gli islamici le vignette e le graphic novel le prendono seriamente. Senza contare che anche i pazzoidi occidentali certi disegni chissà come li rielaborano nella loro testa malata... Potrebbe essere questo il succo dello sdegno, dei dubbi e delle paure che a Los Angeles hanno accompagnato la presentazione di Holy Terror, libro a disegni di centoventi pagine nato dalla penna e dalla fantasia di Frank Miller, che arriverà nelle librerie americane a settembre.
Miller è uno abituato a far venire il maldipancia ai benpensanti: è sua la serie Sin city (mamma mia che violenza!), la graphic novel 300 (ma quanto sono nazisti ’sti spartani!) e anche Batman il ritorno del cavaliere oscuro (mamma mia che pipistrellone anarco-capitalista!). Questa volta però le polemiche assomigliano davvero a censura preventiva, magari con corredo di fatwa, perché quel cattivone destrorso e cattolico di Frank - che sia cattolico lo hanno deciso gli altri perché lui dice: «I misteri del cattolicesimo come quelli dell’Islam mi sfuggono» - si è permesso di creare un supereroe che macella, a tutto spiano, terroristi islamici. Non solo, ha candidamente ammesso che il suo libro è «un atto di propaganda» e che «serve a ricordarci che siamo nel mezzo di una lunga guerra iniziata l’11 settembre del 2001». Quindi dubbi non ce ne sono, il nuovo personaggio che ha inventato, The Fixer, è «molto ben avviato nel commettere terribili atti di violenza su persone veramente cattive» ed è un supereroe proprio perché stermina jihaidisti: «Il nemico che abbiamo davanti è pernicioso, senza pietà, e non vuole nient’altro che la nostra totale distruzione».
E mentre Miller spiegava queste cose alla Comic-on conference di San Diego (super ritrovo del fumetto che si è chiuso domenica) dove è stato presentato un trailer animato tratto dalle prime sei pagine, tutti a preoccuparsi che il testo non svilisca l’immagine dei seguaci del Profeta (pace su di lui) e a tartassarlo di domande. Non che la cosa l’abbia turbato «Superman combatteva i nazisti, ora è giusto combattere al-qaida». Del resto non l’aveva presa male nemmeno quando la DC comics si era sganciata dal progetto (all’origine l’eroe sfracella Bin Laden doveva essere addirittura Batman) per paura delle ripercussioni. Resta però un dubbio. Possibile che quando si tratta di sdegnarsi ci sia ancora qualcuno capace di pensare che i cattivi maestri siano i fumettari? E che gli venga in mente solo se c’è di mezzo l’Islam? C’è gia qualcuno che in rete accusa Frank del fatto che sono quelli come lui ad armare la mano dei fanatici, come Breivik ad Oslo...