E se tutti sapessero dov’è Denise...

La ricostruzione della faccetta cresciuta di Denise Pipitone non stupisce più di tanto, ne abbiamo viste molte di bambine invecchiate forse per finta, e solo su un computer, proposte in tv e sui giornali, per inutili wanted senza nemmeno ricompensa. Sempre ci auguriamo che da qualche parte siano vive. Dopo il caso di Emanuela Orlandi confesso che poche vicende mi hanno stupito. Ma del caso di Denise mi interessa invece molto l’evoluzione della faccia di sua madre, ancora una volta sul piccolo schermo a pronunciare le sue frasi che io continuo a non capire. L’italiano è migliorato, ma io continuo a non capire. Sono diventata più interessata al modo di esprimersi di alcuni siciliani perché da qualche mese vivo in Sicilia. Ho accettato di fare l’assessore alla Cultura e quanto altro nella Provincia regionale di Trapani, e ancora non so se ho fatto una scelta sensata, ma so che le vicende fra Trapani e Mazara del Vallo mi intrigano.
Circolano qui a voce molto bassa versioni pepate del rapimento della bambina. Una predomina: il vero padre, tra gli amanti locali attribuiti alla signora non si sa con quali prove, sarebbe un arabo e fervente musulmano, che l’avrebbe presa per educarla nel modo che ritiene sacro e non sacrilego. La mamma, che tutto saprebbe, tace, o usa frasi indirette e traverse perché spera in questo modo di rivedere prima o poi la figlia. Ogni volta che rilascia un’intervista, ogni volta che si presenta a un Chi l’ha visto, o a un Porta a porta, è questo che intende fare: ricordare che sa, che aspetta, mandare segnali all’uomo e ai suoi complici.
Mi domando se crederci o no, precisando una volta ancora che di chiacchiera locale e sussurrata si tratta, forse di leggenda metropolitana. Certo, a Mazara del Vallo vive la comunità nordafricana più numerosa d’Italia, e anche la più antica. Certo, la signora sa a chi lanciare i suoi messaggi. Possibile che inquirenti e forze dell’ordine italiani non sappiano nulla di queste piste suggerite? Se ci fosse qualcosa di vero, avrebbero taciuto, indagato, coperto, insabbiato? Forse la mamma di Denise ha paura di confidarsi?
Forse invece è tutta una sciocchezza, chiacchiere di paese alle quali non si deve dare ascolto, e la ragazzina è vittima di faide familiari piuttosto che di qualche banda di rom. Ma a queste frequentate versioni qui in Sicilia occidentale, dove l’Africa è molto vicina, nessuno sembra credere.