«E se Veltroni non si ricandidasse?»

Il cambio al vertice del ministero della Salute, le iniziative che riguardano la Capitale e, soprattutto, la sfida a Veltroni nel 2006. Cesare Cursi, senatore di An e sottosegretario alla Salute, fa il punto sui temi che agitano il centrodestra.
Senatore, iniziamo dalle differenze tra i due ministri della Salute con cui ha lavorato, Sirchia prima, Storace poi.
«Il primo è un tecnico, molto attento ai problemi di carattere scientifico e organizzativo. Storace, invece, è un ministro “politico”, è più attento ai bisogni dei cittadini. Così appena arrivato ha sollecitato e ottenuto il rinnovo del contratto dei medici ospedalieri. Si tratta di circa 10mila persone a Roma ma l’intero comparto si porta dietro ben 60mila lavoratori».
Quali, in particolare, le iniziative che riguardano da vicino la Capitale?
«La settimana scorsa il Comune ha approvato la legge che dà la possibilità alle farmacie di applicare sconti per i medicinali di fascia C. Sono quelli “da banco”, cioè non prescrivibili. Si tratta di un’iniziativa in favore dei meno abbienti. Ottenere sconti del 20 per cento per farmaci quali l’Aspirina, per esempio, significa per ogni famiglia risparmiare tra i due e i trecento euro l’anno. Inoltre d’ora in poi i farmacisti saranno tenuti a fare presente ai cittadini l’esistenza dei medicinali cosiddetti “equivalenti”. Anche così si viene incontro alle esigenze economiche dei cittadini».
Cosa pensa, invece, della proposta di vendere queste medicine anche nei supermercati?
«Abbiamo deciso di respingerla. Crediamo infatti che il ruolo dei farmacisti sia ancora fondamentale per consigliare cure appropriate».
Come si è mosso il ministero per fronteggiare l’emergenza caldo di questi giorni?
«Abbiamo spedito a 360mila medici proprio pochi giorni fa un documento contenente le linee guida da adottare. In più abbiamo attivato un numero verde, il 1500, che fornisce informazioni e indicazioni idonee per il primo soccorso».
A due mesi dal referendum fallito sulla procreazione assistita qual è il suo parere sulla legge 40?
«Sono stato io il materiale estensore, il custode e il guardiano della legge. È importantissima per la difesa della vita e della famiglia. Anche l’ultima direzione nazionale di An ha voluto ribadire questi come i valori fondanti della destra».
Veniamo al dibattito politico appunto. Quale è la sua posizione sul partito unico del centrodestra?
«In An non siamo contrari pregiudizialmente, partecipiamo all’assemblea costituente e porteremo lì le nostre proposte. Ma a noi interessano più i programmi che i contenitori».
E di un eventuale ritorno al proporzionale, piuttosto, che cosa ne pensa?
«Anche in questo caso non siamo nettamente contrari. Vediamo. Certo non potrà mai essere messo in discussione il bipolarismo. Indietro non si torna».
Nel 2006 si voterà anche il sindaco. Come anti-Veltroni si parla di Alemanno o Baccini.
«È prematuro parlarne. Siamo sicuri che sarà Prodi a correre come premier per l’Unione? Se non dovesse fare il pieno di voti alle primarie potrebbe essere Veltroni a sfidare Berlusconi. E allora anche noi dovremmo cambiare il nostro candidato sindaco».
Nel centrodestra si ragiona su un politico di lungo corso, moderato, cattolico, di Alleanza nazionale, romano e che abbia ottimi rapporti con l’imprenditoria. Praticamente il suo identikit...
Cursi sorride, sornione. «È prematuro, è prematuro parlarne ora», risponde.