E Selva denuncia il presidente di seggio zelante

Le raccomandazioni, evidentemente, non bastano mai. La «due giorni» del voto all’italiana infatti è stata costellata di sospetti brogli, «furbate» ed episodi di malcostume, nonostante i numerosi appelli a civismo, buon senso e moderazione della vigilia.
Un caso paradossale si è verificato a Siracusa, dove un presidente era addirittura candidato al Senato nelle liste della Sinistra Arcobaleno. Lo ha affermato Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione Sicilia, la quale ha denunciato anche diversi episodi di propaganda e distribuzione di volantini elettorali nei pressi dei seggi a Palermo. Sempre a Palermo, è stata accertata la sparizione di un centinaio di schede da una sezione della scuola elementare «Giovanni Falcone»: sul caso indaga la Digos. Anche al Nord, non si scherza. Secondo il segretario della Lega Nord Romagna, il parlamentare Gian Luca Pini, in molti seggi delle province romagnole si è votato senza documento di identità.
A Foligno (Perugia) un elettore ha denunciato di avere ricevuto schede già votate. Non è finita. Un altro episodio è successo a Roma, protagonista l’ex senatore di An Gustavo Selva. L’esponente politico ha raccontato che il presidente del suo seggio elettorale, consegnandogli le schede, si è messo a disposizione: «Se posso aiutarla, sono a sua disposizione», sono state le parole del presidente. «Inaudito - ha commentato Selva - i presidenti di seggio non possono interloquire con gli elettori». Genova è stata teatro del caso delle matite cancellabili. Nel seggio del liceo «Colombo», gli elettori si sono ritrovati tra le dita matite che si potevano cancellare con la gomma. Tragicomico il fatto successo a Modena. Un elettore ha regolarmente lasciato fuori dalla cabina il cellulare. Ma mentre stava votando, il telefono si è messo a squillare con un motivo inneggiante a Forza Italia. La «melodia» non è piaciuta a un altro elettore il quale, senza indugio, si è sfilato la cintura dei pantaloni e ha preso a cinghiate il proprietario del telefono, che ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri.
Infine a Vasto (Chieti) un disabile ha dovuto votare nel pulmino col quale era stato accompagnato al seggio, perché le barriere architettoniche della scuola che ospitava la sezione elettorale non gli hanno consentito di entrare.