E Sesto si risveglia sotto il segno delle Br

Alle prime luci dell'alba, quando l'ex Stalingrado d'Italia si è svegliata, davanti ai cancelli delle industrie il clima era teso. La notizia dei quattro fermati nella notte, bloccati dalla polizia mentre attaccavano dei volantini in «difesa» dei 15 arrestati lunedì, ha velocemente fatto il giro di tutte le fabbriche. Nessuno ha voluto parlare direttamente anche se nei tantissimi capannelli spontanei le voci erano quasi sempre le stesse. «Persone schive e solitarie e...». Così i lavoratori hanno definito i quattro concittadini arrestati nella notte. «Nessuna volontà di farne degli eroi - ci ha spiegato un dipendente della Wind di Sesto -, ma quando nei giorni scorsi si è parlato degli esuberi nel nostro gruppo i compagni del centro “La Fucina” sono stati i primi a mobilitarsi e di questo dobbiamo rendergliene atto». Così, mentre i lavoratori discutevano tra di loro ricordando le battaglie sindacali condotte fianco a fianco di chi oggi è accusato di essere un terrorista, il centro sociale occupato «La Fucina» di via Falck 44 è partito al contrattacco. «Si è aperta la caccia alle streghe, non ci faremo intimidire!» hanno sottolineato i responsabili del cpo attaccando i mass media e lo stesso governo Prodi. Secondo gli «occupanti» del centro sociale sestese frequentato da uno degli inquisiti dell'inchiesta denominata «operazione tramonto» e dai quattro fermati la scorsa notte, le attività che si svolgono nei locali dell'ex società di mutuo soccorso nulla avrebbero a che vedere con il terrorismo. «I 4 compagni arrestati a Sesto nella mattina di oggi mentre attaccavano manifestini contro la repressione e la guerra e di promozione ad una partecipazione amplia e di massa alla manifestazione di Vicenza - hanno spiegato -, sono una delle conseguenze della caccia alle streghe che si è aperta». Proseguono intanto le indagini degli inquirenti per fare luce sui punti di incontro dei fermati al di fuori del centro sociale già perquisito. Nel mirino degli agenti due bar cittadini che alcuni giovani utilizzavano come punto di ritrovo notturno e l'area che sorge alle spalle della sede regionale della Cgil in viale Marelli. Proprio quest'ultima zona, infatti, dove sorgono diversi capannoni industriali dimessi e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, sarebbe stato un importante punto di incontro per i fermati. Visibile, infatti, la presenza di gruppi vicini alla sinistra estrema sui muri intorno a viale Marelli dove sono stati affissi volantini che promuovono le iniziative dei centri sociali della Lombardia e manifestazioni contro la guerra.
E per ribadire in fermo «no al terrorismo», venerdì alle 18 è previsto un presidio sotto il Palazzo del Comune, al quale parteciperanno le forze politiche di centro-destra e centro-sinistra, le associazioni di volontariato di Sesto e i gruppi di ex-combattenti. «Bisogna mandare un segnale forte in difesa della democrazia e contro il terrorismo», l’invito del sindaco Giorgio Oldrini.