E il sindacato attacca: «Qui è tutto da rifare»

Pensavano di fare alcuni appunti, invece hanno preso il piano di riordino del servizio sanitario scritto dalla Regione e ci hanno tracciato una bella riga rossa sopra: bocciato in toto. Cgil Cisl e Uil usano toni durissimi: il disegno di legge 183 «non è funzionale allo scopo», mette «in contraddizione obiettivi e strumenti per realizzarli», «non tiene conto della criticità in cui versa la sanità ligure». Insomma va rifatto.
Il piano sociosanitario, per dire: serve per definire la politica regionale nel suo complesso, quindi «è discutibile la scelta di procedere a stralci funzionali: la riorganizzazione della rete ospedaliera non può avvenire separatamente da quella territoriale». Il ruolo di distretti e dipartimenti: qui il Ddl 183 «risente molto di una visione molto verticale e quindi molto separata dall’organizzazione sanitaria», e «manca di una qualsiasi proposta» per costruire una «vera rete di servizi». Soprattutto, l’Agenzia regionale che la giunta vorrebbe costituire: dicono i sindacati che non riescono «a comprenderne il vero ruolo», domandiamo se non sia «un’inutile sovrapposizione con il Dipartimento regionale», vorrebbero capire quanto costa e se trattasi di costi aggiuntivi. Quindi l’affondo finale: l’articolo che riguarda le relazioni sindacali «va interamente riscritto». Trattasi di una riga in cui si legge che «la Regione ispira le relazioni con i sindacati». Ispira, figurarsi: «È poco chiaro - attaccano Cgil Cisl e Uil -. E vanno chiariti i diversi livelli di interlocuzione: confederale e categoriale e le materie ad essi affidate». Insomma che il centrosinistra è riuscito a farsi dire una frase così: «È fuori da ogni corretta impostazione di relazioni sindacali», sotto lo sguardo allibito di Matteo Rosso di Forza Italia, vicepresidente della commissione che ha ascoltato direttori generale e sindacati: lui, che di sanità se ne intende, ieri non poteva credere alle sue orecchie. «Incapaci» ha tuonato il capogruppo di An Gianni Plinio chiedendo le dimissioni degli assessori Montaldo e Pittaluga. «Aumentano l’Irap e non smettono gli sprechi» ha rivelato Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia: «La Asl 5 ha assunto due dirigenti di struttura complessa a tempo determinato: a parte il fatto che si utilizzano marito e moglie in due funzioni strategiche, i curricula di lor signori non evidenziano notevoli esperienze dirigenziali: vale la pena importare da fuori dirigenti di alto livello se non sono veri talenti?».
Pare di stare sul Titanic, ha ironizzato Matteo Marcenaro della lista Biasotti: «Mentre si compiaceva dei risultati raggiunti in questo anno di governo, la giunta affondava i conti pubblici, come il comandante del Titanic, che mentre ballava spensieratamente non si accorgeva che la sua nave stava colando a picco». Di più: «La Regione, pur essendo a conoscenza dell’aumento dell’Irap fin dal 7 giugno, ha pensato bene di tenere la notizia tutta per sé, e ora i contribuenti si trovano a pagare un acconto non solo salatissimo, ma anche inaspettato». Nulla, a confronto delle critiche del sindacato.