E il sindacato piega Prodi anche sugli statali: niente sciopero

Cgil, Cisl e Uil vincono la partita sul contratto: entreranno in vigore in 55 giorni

da Roma

Governo e sindacati trovano l’accordo sui tempi per l’entrata in vigore dei contratti del pubblico impiego. Passa da quaranta a cinquantacinque giorni il termine entro il quale i «controllori», dalla Ragioneria dello Stato all’Aran, devono dare il via libera ai contratti con il sistema del silenzio-assenso. Per il rinnovo contrattuale, inoltre, la Finanziaria stanzierà 2,3 miliardi di euro per l’intero comparto pubblico - tre milioni e trecentomila dipendenti compresi gli addetti della scuola, della sanità, dei corpi di polizia, e degli enti locali - nel biennio 2006-2007.
L’intesa, trovata ieri sera in un incontro a Palazzo Chigi, fra i ministri Padoa-Schioppa e Nicolais e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, consente ai sindacati di sospendere lo sciopero del pubblico impiego che era stato fissato per la metà di novembre. La revoca ufficiale della protesta arriverà dopo che l’emendamento del governo alla Finanziaria, che recepisce l’intesa, sarà approvato dall’aula della Camera. I tempi per l’entrata in vigore dei contratti, oggi fissati in 40 giorni, si allungano a 55 giorni (contro i 60 inizialmente previsti dal governo), ma diventano perentori, grazie al silenzio-assenso.
Soddisfatti governo e sindacati. Per il premier Romano Prodi si tratta di un accordo «importantissimo», che chiude «inadempienze del passato». L’intesa, aggiunge il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, introduce tempi certi per l’esecuzione dei contratti pubblici, può far migliorare la produttività nel comparto, e «fa sperare che il rinnovo sia un momento di crescita per l’economia». Per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, «l’accordo sgombra il campo da tanti equivoci». Ora, aggiunge, «aspettiamo che passi l’emendamento nella Finanziaria». Commenti positivi anche da parte di Cgil e Uil. L’intesa potrebbe anche facilitare il rinnovo del contratto della scuola, afferma la Uil.
L’accordo dovrà ora essere recepito in un emendamento governativo alla Finanziaria. Ancora una volta, di fatto, il governo ha ceduto alle pressioni di Cgil-Cisl-Uil: il termine di 55 giorni per l’entrata in vigore dei contratti pubblici è, per ammissione dello stesso Padoa-Schioppa, «brevissimo». Sarà difficile, per i controllori, verificare le compatibilità fra i contratti per 3 milioni e 300mila dipendenti pubblici e il bilancio dello Stato.
In un altro emendamento, che fa parte del pacchetto del relatore rinviato nell’aula di Montecitorio, viene decisa l’assunzione di 2.000 nuovi agenti dei vari corpi di polizia entro il prossimo 30 marzo: 1.316 saranno agenti della Ps, trattenuti in servizio dopo il periodo di leva. Altri 650 assunti saranno vigili del fuoco (50 di essi nel nucleo Nbcr, nucleare, batteriologico, chimico, radiologico, per l’impiego nelle grandi città).