E il sindaco minaccia: «Chiudo lo stadio»

«In queste situazioni tutti devono essere responsabilizzati: non si può rovinare così l’immagine di Firenze». Cinque ultrà denunciati, uno già condannato

Marcello Di Dio

nostro inviato a Firenze

Pochi giorni prima si era detto sorpreso delle dichiarazioni di Luciano Moggi che parlava di «clima da guerra invece che di partita di calcio». Ieri il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, di fronte agli episodi accaduti durante il match di Coppa Italia, era amareggiato. «Se si dovesse ripetere quanto successo giovedì sera, siamo pronti a vietare l’uso dello stadio Franchi. E anche Diego Della Valle si è detto favorevole alla mia ipotesi». Parole dure quelle del primo cittadino di Firenze, che non dimenticherà la brutta serata. «Non mi importa che siano stati fiorentini o juventini a creare i disordini, ma non è ammissibile rovinare così l’immagine di Firenze e della Fiorentina, anche se i responsabili sono solo una minoranza. In situazioni del genere, tutti devono sentirsi responsabilizzati, tutti devono intervenire, compresi i responsabili del tifo».
Il bilancio dell’ennesima notte di follia è di tre tifosi arrestati, uno dei quali, un tifoso della Fiorentina di 19 anni, è stato condannato a due mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale con sospensione e non menzione della pena, e poi scarcerato. In più altri cinque tifosi (tre minorenni) sono stati denunciati, mentre proseguono gli accertamenti della Digos di Firenze per identificare altri responsabili degli incidenti, attraverso la visione di filmati e foto e anche l’elenco dei biglietti nominativi, acquisito dalla polizia.
Quanto alle cause dei disordini, ieri la questura ha spiegato che è stato un gruppo di tifosi viola, dalla curva Marione, a sfondare i separatori con il settore ospiti, riuscendo ad entrare nella fascia che viene sempre tenuta vuota. In curva Fiesole si è però sparsa la voce, non vera, che fossero stati gli juventini ad entrare in Maratona. Per questo in tanti fra i viola hanno cominciato a lasciare il loro posto in Fiesole e ad uscire dallo stadio. Polizia e carabinieri, all’esterno, si sono trovati così a fronteggiare decine di ultrà viola, che andavano sempre più aumentando, e che volevano raggiungere il settore ospiti. Le forze dell’ordine sono state costrette a effettuare più cariche e a lanciare almeno 25 lacrimogeni, mentre venivano fatte bersaglio di oggetti di ogni genere, compresi cinque frigoriferi. Per la partita di domani, secondo round di Fiorentina-Juventus, è stato già chiesto un ulteriore rinforzo di agenti.
«Per domani speriamo nel buon senso - ha sottolineato il portiere della Juventus Gigi Buffon -. Lascia un po’ delusi il fatto che pochi minuti dopo aver fatto uno sciopero contro il razzismo, una partita debba essere sospesa a causa del lancio dei lacrimogeni. Segno che il messaggio non è passato e che quindi permane un malessere più profondo». «Spero che quanto accaduto non succeda mai più, siamo stati male, allo stadio c’erano anche tante famiglie - dice invece l’attaccante della Fiorentina Bojinov -. Penso che le cose potrebbero cambiare se davanti a fatti violenti si sospendessero le partite una, due anche tre volte».
E anche nella riunione della Lega Calcio ha tenuto banco quanto avvenuto a Firenze. «È un momentaccio - dice il presidente Galliani - però io le cose che ho da dire, le dico nelle sedi opportune che sono le riunioni federali». «Di questo passo - ha detto Vincenzo Matarrese, da molti anni nel cuore del governo del calcio - andiamo allo sfascio totale». «I teppisti di Firenze - ha detto invece il patron del Cagliari Cellino - possono essere individuati. Gli imbecilli sono da tutte le parti, ma oramai debbono andare con la fotografia in mano, hanno i documenti e possono essere presi». Corioni, presidente del Brescia, non ritiene decisiva l’idea di fermare le partite: «Vorrebbe dire dare ragione a quegli pseudo tifosi che stanno in tutte le squadre».