E il sindaco non vuole il poster azzurro

Mancano 79 ore al voto e basta un manifesto elettorale di Forza Italia perché Michele Faglia perda il controllo di sé. Un poster di Francesco Pepe, che il giovane candidato azzurro ha messo sulla vetrata del suo comitato elettorale, dà fastidio al sindaco della sinistra.
Accade nella centrale via Zucchi, a due passi dalla sede comunale. Pedalando, Faglia, si imbatte nel comitato elettorale di Pepe: si ferma, osserva e apostrofa i presenti che non si possono né esporre manifesti né bandiere di partito. È alterato, Faglia, non sta neppure a sentire le repliche di Pepe e dei suoi supporter. Se ne va Faglia. Ma - sorpresina - arrivano i vigili urbani. Coincidenza? No, assolutamente no: è stato lo stesso Faglia a chiederne l’intervento come raccontano i ghisa, che scattano fotografie e prendono nota che sui muri all’esterno del comitato elettorale non ci sono né «tracce di scotch né adesivi». Tutto finito? No. C’è ancora una visita dei ghisa, che centimetro alla mano misurano anche i manifesti posti sulla vetrina e, attenzione, intimano a Pepe di cambiare l’inclinazione delle bandiere perché fanno ombra sulla strada.
Sì, avete letto bene: due bandiere di Forza Italia fanno ombra sulla strada e quindi, secondo i ghisa, bisogna cambiarne l’inclinazione. Altrimenti? Scatta sanzione per occupazione indebita di suolo pubblico. I ghisa pro Faglia vagheggiano di una legge del 1956 che affiderebbe alle amministrazioni comunali la decisione degli spazi per la propaganda. Che aggiungere? Pepe continua a lasciare le bandiere lì dove sono e fuori dal comitato di Faglia continuano a esporre un cartonato in grandezza naturale del sindaco «rosso». Tutto legale, ovviamente.