E Sircana, portavoce-guru di Prodi "Al Cavaliere 10 in comunicazione"

L’Ulivo tifa per l’ex first lady. Ma Cacciari: un errore finire sui giornali. Nel Polo prevale il rispetto. E Franceschini (Margherita): può essere un piano, ci costringe a parlare di lui...

Roma - Le donne (quasi tutte), i parlamentari maschi dell’Ulivo, la deputata transgender Vladimir Luxuria, il parlamentare presidente onorario dell’arcigay Franco Grillini sono con «lei». Le signore per una naturale solidarietà femminile, gli uomini della sinistra per un improvviso sentimento di fedeltà coniugale. Bacchettoni tranne due eccezioni, che stanno con «lui». Il portavoce di Romano Prodi, Silvio Sircana: la risposta di Silvio Berlusconi alla moglie è da «dieci» in comunicazione. E il sindaco di Venezia Massimo Cacciari: Veronica non doveva parlare attraverso i giornali. Comunque: «cavoli loro».
C’è poi tutta una squadra di fedelissimi del Cavaliere che ha lanciato il salvagente della saggezza popolare: tra moglie e marito non mettere mai il dito. Un proverbio che ieri si è sentito di più delle battute sul clima e le mezze stagioni. Mentre il gossip faceva felice la stampa estera, in Transatlantico non si parlava d’altro. Della lettera su Repubblica di lei, Veronica Lario, offesa per le attenzioni del marito ad alcune ragazze. E della risposta di lui, Berlusconi. La sinistra: Silvio «è un populista», Veronica è «coraggiosa». Il centrodestra: è amore vero. Ma poi il pettegolezzo si è attorcigliato su se stesso, il dietrologismo è avanzato e nell’Unione si mormorava: lui e lei erano d’accordo. Concordato. Un Grande Piano.
Veronica e Silvio, il privato che diventa pubblico. Ma «il privato non è pubblico», sentenzia Emma Bonino. Punzecchiante. Non è l’unica donna critica. C’è anche la senatrice di Forza Italia, Maria Elisabetta Alberti Casellati: «Alla signora Veronica mi sento di consigliare di non scrivere più sui giornali». Ma sono in due, perché le altre stanno con «lei». Il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini: il suo intervento «è un’espressione di dignità». La senatrice dell’Ulivo Marina Magistrelli: la lettera esprime «coraggio e saggezza». Maria Burani Procaccini (Forza Italia): «Sto decisamente con Veronica. Non ho approvato neanche lo sbarco di soubrette a Montecitorio». Donna prima che azzurra.
Ma perché una moglie parla al marito sul giornale? Ecco quelli che difendono «lui». C’è a sorpresa Sircana, ma anche Cacciari: «La lettera è piena di dignità, ma non capisco francamente perché una signora debba pubblicarla sui giornali - riflette il sindaco di Venezia - Quando si arriva a parlarsi attraverso i giornali è chiaro che un rapporto è ormai finito».
«Io sto con Silvio», si schiera Giacomo Mancini, deputato dello Sdi: «Un leader deve sedurre l’elettorato. Berlusconi ha molto da insegnare a tanti». Rispondendo con una bella lettera alla moglie, Berlusconi ha comunque «mostrato il suo lato umano», lo incoraggia Gianfranco Fini.
E se fosse amore vero? È la conclusione di Iole Santelli, di Forza Italia: «È un amore tumultuoso. Il sogno di tutte le coppie, il romanzo della vita...». E se fosse un Grande Piano? Dario Franceschini, capogruppo dell’Ulivo: «Gli è riuscita talmente bene che mi chiedo se non l’abbia fatto apposta. Noi siamo qui a discutere di una cosa che interessa 500mila italiani (i Pacs, ndr) e Berlusconi anche oggi riesce a interessarne 50 milioni». Diabolico.