"E' socialmente pericoloso" Espulso Azouz. Lui: tornerò

Dopo la condanna per droga, il tribunale di Varese caccia il tunisino che ha perso moglie e figlio nella strage di Erba

Lecco - Il volo per Tunisi in partenza da Linate alle 18 sta per decollare. A bordo c’è il tunisino più famoso d’Italia, Azouz Marzouk, 39 anni. Viaggio d’andata senza biglietto di ritorno.

Non è bastata la nuova fidanzata. E neppure il lavoro come barista in un supermercato di Lecco. Neanche la sua volontà di far beneficenza aiutando un bambino con tanto di fotografia sul settimanale Gente. Niente di tutto ciò che Azouz Marzouk ha fatto per cancellare la sua fama e ripulire al sua fedina penale gli ha permesso di salvarsi dall’unica cosa che non avrebbe mai voluto fare: tornare in Tunisia. Il vedovo di Raffaella Castagna, l’uomo chiave della strage di Erba assieme a Rosa Bazzi e Olindo Romano, ha dovuto lasciare la sua terra d’adozione ieri, scortato dalla polizia italiana. Controvoglia, obbligato da una sentenza del tribunale di sorveglianza di Varese. Nonostante il suo avvocato, Roberto Tropenscovino, ce l’abbia messa tutta per dimostrare che il suocero di Carlo Castagna fosse un brav’uomo, i giudici hanno deciso in senso inverso. «Azouz è socialmente pericoloso». Perché non è bastata la strage dell’11 dicembre 2006 a fargli cambiare abitudini. Ancora dopo quei giorni in cui si vide sterminare la famiglia dai vicini di casa Romano-Bazzi, il papà del defunto Youssouf non aveva perso il vizio di spacciare. Il problema lo aveva seguito fino alla residenza degli arresti domiciliari. I giudici avevano analizzato le sue condanne per droga, prima e dopo la strage, e avevano stabilito l’allontanamento dall’Italia.

Alla decisione, avvenuta lo scorso mese di febbraio, si era opposto Tropenscovino: «Il mio cliente si è costruito una nuova vita. Con una nuova fidanzata, un nuovo lavoro, chiede solo di restare in Italia. È un uomo che ha sbagliato, pronto a rimediare». Un barista, non più un uomo di spettacolo come quando si era lasciato convincere da Lele Mora e Fabrizio Corona che quella fosse la sua strada.

L’appello a sospendere la sentenza di allontanamento non ha però bloccato l’iter e ieri è arrivata la fase pratica. Nei giorni scorsi la questura di Lecco lo ha invitato a presentarsi. Sapeva già Azouz qual era la comunicazione che avevano da fargli all’ufficio stranieri. Nonostante avesse fatto di tutto per convincere i giudici a lasciarlo libero, ha però accettato la decisione. Ha preparato la valigia e ringraziato il suo avvocato con un’ultima frase che ha il sapore della rassegnazione: «Meglio libero in Tunisia che detenuto in Italia». Il suo legale è comunque certo di poterlo riportare in Italia per le prossime scadenze giudiziare. «Sono contento di rivedere i miei, ma tornerò», ha detto Azouz. La sua famiglia è benestante. Perciò l’uomo nel suo Paese non avrà problemi economici. Ma la vita nella sua terra gli è sempre andata stretta tanto da aver deciso di trasferirsi in Italia anni fa, dove trovò poi il tormentato amore con Raffalla Castagna. Passione e liti, a giorni alterni, anche per gli arresti per spaccio di droga e i suoi successivi soggiorni obbligati in carcere.