E il «Sole» mette in ombra la svolta sulla riforma elettorale

I sondaggi danno il partito al 5,8% E c’è chi consiglia: corriamo da soli

«Questo maggioritario non funziona come vorremmo», ha detto a Capri Luca Cordero di Montezemolo. «Il bipolarismo all’italiana - ha spiegato il presidente della Confindustria - ha dato peso eccessivo ai piccoli partiti, ha moltiplicato il leaderismo, non ha consentito di varare molte delle grandi riforme che sarebbero state necessarie». Il sistema attuale, ha aggiunto, è rischioso anche per il futuro: «I poteri di veto delle ali estreme condizionano oggi e condizioneranno domani chiunque vinca le elezioni».
A molti, nel leggere queste parole, è sembrato che Montezemolo intendesse bocciare il maggioritario, almeno nella versione all’italiana. Allontanandosi così dalle tesi dei giovani imprenditori, organizzatori del convegno caprese, che continuano a sponsorizzare il maggioritario: vedi le dichiarazioni di Matteo Colaninno e della past president Anna Maria Artoni, favorevoli addirittura ad eliminare la quota proporzionale del Mattarellum. «Sulla legge elettorale, Luca è rimasto un passo indietro rispetto ai Giovani, e questo non è il momento di cambiare sistema». ha osservato la Artoni.
I giornali, concordi, hanno parlato di «svolta» di Montezemolo sul sistema elettorale, con un’apertura di fatto alla riforma. Tutti i giornali, tranne - stranamente - il Sole 24 Ore. Anzi, il quotidiano della Confindustria, in un corsivo di prima pagina, ha stigmatizzato la «corsa ai collegi elettorali in un affannoso e dannoso ritorno al proporzionale», che rappresenta l’opposto della «politica della concretezza» sollecitata dagli imprenditori. Una tesi, quella del Sole, che appare più vicina alla posizione pro-maggioritario dei giovani industriali piuttosto che a quella espressa a Capri da Montezemolo.