E sotto accusa finisce l’operazione «frontiere aperte»

Dalla nascita della sanità pubblica, Londra recluta personale all’estero: oltre seimila i mediorientali. «Hanno usato il loro ruolo di insospettabili come copertura»

da Londra

Altri due arresti per terrorismo ieri in Gran Bretagna nell’ambito dell’indagine sugli sventati attacchi terroristici dei giorni scorsi. Due uomini sono stati fermati nel primo pomeriggio a Blackburn e si trovano sotto interrogatorio in una stazione di polizia del Lancashire: si erano fatti recapitare in ufficio bombole di gas analoghe a quelle trovate nelle autobomba di Londra e sulla jeep Cherokee di Glasgow. La polizia indaga.
È stata un’altra giornata difficile ieri per l’Inghilterra, come testimonia la decisione del premier Gordon Brown di creare un Consiglio per la sicurezza nazionale sul modello di quello esistente negli Usa e in altri Paesi. I giornali hanno già trovato un nome per la cellula terroristica che Scotland Yard si augura di aver ormai catturato, responsabile degli attentati sventati nel centro di Londra e all’aeroporto di Glasgow. La chiamano «la cellula dei dottori» perché praticamente tutti e otto gli arrestati lavoravano in campo medico. Sette di loro sono medici o paramedici, uno è un tecnico di laboratorio. Dottor House del terrore, medici e fanatici bombaroli «fai da te», tutti insospettabili, la loro cattura ha sconvolto familiari e conoscenti e sorpreso gli inquirenti. I loro curricula sono senza macchia, hanno lauree e specializzazioni di alto grado, permessi di lavoro in regola, sono sposati con figli. Come il dottor Bilal Talal Samad Abdullah, iracheno, arrestato all’aeroporto di Glasgow. Si trovava sulla jeep lanciata in fiamme contro il terminal principale. Laureatosi a Bagdad nel 2004, aveva trovato lavoro come medico in Inghilterra nel 2006 e aveva un incarico come specialista diabetologo al Royal Alexandra Hospital di Paisley, con un permesso di lavoro della durata di un anno. Il dottor Mohammed Asha, residente nello Staffordshire, è un brillante chirurgo, specializzato in neurologia. Ventisei anni, nato in Arabia Saudita da una famiglia palestinese, ha visto la sua carriera di ex bimbo prodigio alla scuola per ragazzi superdotati di Amman concludersi bruscamente con l’arresto sulla superstrada M6 nel Cheshire. Laureatosi in Giordania, si era poi specializzato al Royal Shrewsbury Hospital e al Princess Royal Hospital di Telford. Con lui è stata fermata anche la moglie Marwah Dana Asha, palestinese di 27 anni con un diploma di ricercatrice di laboratorio. Anche la signora aveva un curriculum di studi eccezionale e ha sempre mantenuto una condotta sociale esemplare.
Sarebbe stato invece identificato come Mohammed Hannef il terzo medico arrestato all’aeroporto di Brisbane, in Australia, mentre tentava di imbarcarsi su un volo diretto in Pakistan con un biglietto di sola andata. Il suo fermo è stato ordinato in seguito ad una telefonata fatta tra Gran Bretagna e Australia. L’uomo lavorava dal 2006 nell’ospedale di Southport e prima aveva operato allo Halton Hospital nel Cheshire. Aveva trovato lavoro in Australia rispondendo ad un annuncio pubblicato sul British Medical Journal nel marzo dell’anno scorso. I suoi colleghi l’hanno descritto come «un cittadino modello» e nessuno ha mai dubitato delle sue qualità di medico. Sembra essere un medico anche il sospetto di 26 anni arrestato sabato notte a Liverpool. La Bbc afferma che sarebbe stato assunto negli ospedali di Warrington e Halton, entrambi nel North Cheshire. Di origine indiane, si trova attualmente sotto interrogatorio. Sarebbero stati invece studenti in medicina i due uomini fermati domenica a Paisley, mentre solo ieri sera è stata svelata l’identità del secondo arrestato a Glasgow, il conducente della jeep che si trova gravemente ustionato all’ospedale locale: si chiama Khalil Ahmed, medico anche lui.
Lo stato d’allerta rimane comunque alto. Ieri la polizia ha evacuato per un paio d’ore l’aeroporto di Heathrow, mentre un’esplosione controllata è stata effettuata all’ingresso della stazione della metropolitana di Hammersmith e un’altra nel parcheggio di una moschea di Glasgow. E nella città scozzese un’auto lanciata a tutta velocità ha distrutto un’edicola gestita da asiatici. Si sospetta una vendetta di matrice razzista in risposta agli attentati.