E in Spagna scoppia la guerra per esporre «Guernica»

Due tra i più importanti musei di Spagna si contendono il Picasso più famoso. Se non proprio guerra aperta, infatti, è guerriglia tra il Prado e il Reina Sofia. Obiettivo: Guernica, il simbolo degli orrori della Guerra Civile, attualmente al Reina Sofia.
A riaprire le ostilità (ma la ruggine è di vecchia data) è stato il direttore del Prado Miguel Zugaza, da 10 anni deus ex machina del più importante museo spagnolo. «Per volontà di Picasso», ha detto Zugaza, il quadro «avrebbe dovuto andare al Prado». Non solo: «Quando Picasso espresse le sue volontà», per il rientro in Spagna dell’opera, «non esisteva il Reina Sofia». Il direttore del Prado aveva già proposto l’anno scorso di spostare Guernica al Cason del Buen Retiro, una dépendance del museo, che lo aveva ospitato già nel 1981. Ma il Reina Sofia, con l’appoggio del governo dell’allora premier José Luis Zapatero, aveva respinto l’idea, sostenendo che il quadro oggi è troppo fragile per potersi muovere. Il direttore del Reina Sofia, Miguel Borja-Villel, ha ribadito ieri il «no» a uno spostamento del capolavoro di Picasso. «Guernica ha bisogno di un suo luogo proprio, contestualizzato negli anni ’30. Toglierlo da questo museo vorrebbe dire toglierlo dal contesto». Tanto più che proprio per studiare le fragilità del quadro al Reina Sofia hanno appena dato vita a un grandioso progetto di studio. Davanti alla tela è stato installato un robot capace di muoversi sui tre assi spaziali che da qui a giugno scatterà oltre 24mila fotografie ad alta risoluzione. Il progetto, finanziato da una multinazionale, dovrebbe proprio aiutare gli interventi di conservazione.
Ma le questioni non si giocano tutte sul piano tecnico. La grande tela fu dipinta da Picasso a Parigi per il padiglione della Spagna repubblicana all’esposizione universale del 1937, in piena guerra civile, e illustra gli orrori subiti dalla popolazione civile da parte delle truppe franchiste e dei loro alleati, che avevano bombardato la cittadina basca di Guernica. Fino alla morte di Franco il quadro è rimasto fuori dalla Spagna, girando per il mondo. Approdò a Madrid soltanto nel 1981, ospitato dal Prado, ma Picasso avrebbe voluto vederlo in Spagna non prima del «ritorno della Repubblica». Nel 1992 venne spostato al nuovo Reina Sofia, intitolato alla moglie di re Juan Carlos di Borbone. Insomma, una collocazione per alcuni non abbastanza repubblicana.

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