E Spalletti fa una gaffe con le ucraine

In conferenza stampa l’allenatore ironizza sulle donne locali: l’interprete evita di tradurre

Un solo obiettivo: chiudere il discorso qualificazione senza strascichi pericolosi nell’ultimo turno, quando all’Olimpico arriverà il Manchester United. Lo dice Panucci prima di salire sull’aereo per Kiev, lo ripete Spalletti nella capitale ucraina. Dove stasera potrebbe addirittura comparire la neve.
La Roma conta sulla formula trasferta (solo uno stop in dieci partite stagionali lontano dall’Olimpico) per fare risultato o addirittura vincere con la Dinamo, ancora al palo in Europa, e strappare il pass per gli ottavi. Impresa non facile perchè come fa notare il tecnico giallorosso «loro giocheranno senza tensioni particolari e sono una buona squadra». Tutto esaurito all’Olympiyskiy Stadium, intitolato al colonnello Lobanovski, che mercoledì sarà demolito. Sulle sue ceneri sorgerà il nuovo impianto per Euro 2012.
A Kiev aspettavano con ansia Francesco Totti. Del capitano sono arrivate invece solo le magliette richieste dall’ex romanista Pincolini, ora preparatore atletico della Dinamo, per accontentare i dirigenti del club ucraino. E mentre la squadra era in volo, Totti proseguiva il lavoro di recupero a Trigoria tra scatti, allunghi e slalom tra i paletti. Il suo piede destro migliora, la Roma si augura di averlo domenica con l’Udinese. Per ora spazio ancora a Vucinic, decisivo in Europa contro lo Sporting proprio nella serata in cui il numero dieci giallorosso si fermò. Il montenegrino sarà avversario della nostra Nazionale fra un annetto. «Ne abbiamo già parlato con De Rossi, mi ha detto che arriveremo ultimi nel girone...», dice con il sorriso l’attaccante che per ora pensa solo alla Roma.
Niente turn over rispetto a Genova, anche se ci sono degli acciaccati: a scopo precauzionale Juan è rimasto a riposo, mentre Ferrari e Brighi hanno interrotto l’ultimo allenamento. Si rivedrà in panchina Taddei, convocato per la prima volta a due mesi dall’infortunio e dopo almeno un paio di ricadute. Sul caso specifico, molti hanno riaperto la vecchia polemica tra Spalletti e il medico giallorosso Brozzi e qualcuno l’ha collegata alle dichiarazioni di Roberto Mancini. «Non so cosa sia successo con Mancini, so solo che sono stato tirato ingiustamente in ballo (da Casasco, presidente della federazione medici sportivi, ndr), non accetto di passare come uno che è contro la tutela dei giocatori».
Nel finale di conferenza una giornalista ucraina chiede se è vero che gli italiani non possono vivere senza la pasta. E qui si sfiora l’incidente diplomatico perchè Spalletti risponde che è altro di cui non si può fare a meno, «e dalle vostre parti potreste accontentarci molto». L’interprete evita di tradurre.