E Spinetta si tiene pronto a calare due carte segrete

da Parigi

Se non ci fossero in ballo dei posti di lavoro e il destino di migliaia di famiglie, la situazione farebbe sorridere. Così, fa solo innervosire. Ieri a Gandrange, nella Francia orientale, i dipendenti del gruppo siderurgico Arcelor-Mittal hanno sfasciato l’ufficio del direttore di uno stabilimento in cui è previsto il taglio di 575 posti di lavoro. È stata una manifestazione violentissima, animata dai sindacalisti della confederazione filocomunista transalpina Cgt. Nel mirino c’era l’«odiato straniero», ossia il presidente anglo-indiano del gruppo, Lakshmi Mittal. Al tempo stesso un «patron» francese come Jean-Cyril Spinetta continuava a tenere il muso ai sindacati di Alitalia (e all'Italia tutta intera) perché i rappresentanti dei lavoratori hanno osato dissentire da un piano che prevede il taglio di migliaia di posti. Morale: a casa loro i sindacati francesi usano tranquillamente «armi improprie» contro gli imprenditori stranieri che promuovono una ristrutturazione, mentre quando tocca agli imprenditori francesi andare all'estero si pretende che le organizzazioni sindacali altrui incassino legnate senza protestare. Magari ringraziando.
Questo è il quadro in cui crede di potersi muovere tranquillamente l'astuto (forse troppo) Spinetta: gli italiani devono accettare le proposte formulate dal vertice di Air France e caldamente (forse troppo) sostenute dal ministro uscente dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Proprio la devozione filofrancese del gran tesoriere del governo Prodi è vista in questo momento da Air France come un incoraggiamento a mantenere la linea dura nei confronti dei lavoratori di Alitalia: prendere o lasciare. Intanto il quotidiano Le Figaro titola un suo articolo con queste parole: «Air France-Klm scoraggiata dalla maledizione Alitalia». Ma se si tratta di una «maledizione», perché ci tengono tanto a portarsela a casa?
Il tam tam dei soliti beninformati parigini legge nella sfera di cristallo di Spinetta una presunta disponibilità a tenersi da parte qualche carta preziosa in vista dei negoziati col futuro governo italiano destinato a scaturire dalle urne. In particolare, una carta di rilievo: le concessioni ai piloti di Alitalia. Si dice che il gruppo Air France-Klm abbia in realtà bisogno di piloti esperti e di giovani promettenti in questo campo. Le future trattative potrebbero dunque includere una clausola destinata in realtà a soddisfare il gruppo franco-olandese, venendo al tempo stesso presentata come grande e sostanziosa concessione alla compagnia di bandiera italiana. I piloti bianchi, rossi e verdi non subirebbero particolari contraccolpi dalla fusione. Anzi, alcuni di essi ci guadagnerebbero pure.
Per il resto Spinetta si tiene in tasca un’altra carta secondo lui rilevante: nuove proposte per coinvolgere i salariati di Alitalia (e in primo luogo i piloti) nella dinamica della partecipazione agli utili, attraverso l'assegnazione di titoli della compagnia. Questo metodo ha consentito in passato a Spinetta di placare varie ondate di malcontento in seno al proprio gruppo e non si vede perché in futuro esso non possa essere utilizzato anche nei confronti dei dipendenti italiani. Nei confronti di Malpensa il presidente di Air France-Klm si prepara invece a sostenere una linea d'acciaio: nessun cedimento significativo. «Alitalia ci interessa per varie ragioni, a cominciare da alcune rotte per noi particolarmente promettenti», dichiara in camera caritatis un esponente della compagnia transalpina. All'interno di quella dinamica, ogni cedimento rispetto all’aeroporto lombardo sarebbe considerato come una sorta di breccia, destinata a provocare la frana di tutta quanta la diga dei «no» franco-olandesi ai sindacati di Alitalia.