E spunta l’imposta sulla violenza nei film

Sgravi per chi manda i figli all’asilo privato. Aumenta a 50 mila euro il tetto del «bonus bebè». Finanziamento da 1,5 miliardi per l’Alta velocità.

da Roma

Diavolo e acqua santa, insieme nel maxi emendamento alla legge finanziaria che Giulio Tremonti dovrebbe presentare nelle prossime ore alla Camera. La pornotax resta, ma si trasforma in una «imposta etica alla francese», come la definisce il ministro: l’imposta addizionale sui redditi derivanti da produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale a luci rosse sarà del 25%. La tassa si aggiunge alle normali imposte (Ire, Ires, etc), e per il 2005 è previsto un acconto pari al 120%. Si prevederebbe inoltre un’imposizione aggiuntiva sugli oggetti hard venduti nei pornoshop. Alla supertassa sul porno si affianca un tassa sui film violenti (e qui non sarà facile trovare una definizione condivisa di violenza cinematografica).
Salvata la pornotax, il maxiemendamento affronta, nel suo articolo unico composto da 596 commi spalmati su 111 pagine (in pratica è l’intera Finanziaria condensata in un solo emendamento), alcune misure che potranno essere finanziate proprio con il singolare balzello. Ad esempio, è prevista una detrazione fiscale del 19% fino a un massimo di 632 euro sulle spese sostenute per mandare i bambini ad asili nido privati. Quanto al cosiddetto «bonus bebè», viene introdotto un tetto al reddito annuo, aumentato a 50mila euro, per ottenere l’assegno da mille euro. All’interno di questo tetto, il «bonus» varrà per tutti i nati del 2005, e per gli «ultrogeniti» (dal secondo in poi) nati nel 2006. La riscossione potrà avvenire agli uffici postali, con l’autocertificazione.
Il maxi-emendamento prevede inoltre un finanziamento da un miliardo e mezzo di euro, in quindici anni, per i lavori legati all’alta velocità ferroviaria; un ulteriore contributo da 40 milioni è destinato alle Ferrovie per le linee Milano-Genova e Milano-Verona. Un nuovo comma proroga fino al 31 luglio 2008 i termini imposti all’Eni per scendere sotto il 20% in Snam rete Gas. Una scadenza che l’Eni vorrebbe spostare almeno al 31 dicembre 2008, e non si esclude che, nelle more delle tratttive sul maxi-emendamento, questo possa accadere. Il comma precedente a quello che riguarda la rete gas, invece, rivede la cosiddetta poison pill, la pillola avvelenata che lascia allo Stato alcuni poteri speciali nelle società in cui lo Stato «detenga una partecipazione rilevante». Fra le altre modifiche introdotte nel «maxi», si precisa che l’esenzione dal pagamento dell’Ici per la Chiesa e le altre confessioni religiose non sarà retroattiva. In arrivo 55 milioni per i principali programmi internazionali e interforze della Difesa.
Fra quel che manca, invece, nel maxi-emendamento i 64 miliardi destinati alle Olimpiadi invernali di Torino. «Siamo molto preoccupati per i tagli ai fondi, al più presto sentirò il sottosegretario Letta», dice il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso. Ed il sindaco di Torino Sergio Chiamparino ricorda che il taglio rischia di mettere a repentaglio il bilancio del comitato organizatore: «È stato un colpo basso di Tremonti», accusa, pur evitando i catastrofismi e confermando che i Giochi si svolgeranno regolarmente.
Non c’è neppure l’utilizzo dei fondi «ex Tfr» per il sociale, come aveva chiesto il ministro del Welfare Roberto Maroni. Tutte le risorse risparmiate dal rinvio al 2008 della previdenza complementare legata al Tfr andranno al miglioramento dei conti pubblici. Sono stati eliminati, infine, gli inasprimenti amministrativi a carico delle imprese che arrecano danni all’ambiente.