E gli squilibri valutari mettono nei guai Airbus

da Milano

La debolezza del dollaro mette ancor più nei guai Airbus e rischia di costringere il gruppo franco-tedesco a inasprire il piano di risparmi ai costi già avviato, nonostante il record di ordini ricevuti nel 2007. Lo ha detto il numero uno del gruppo, Tom Enders. «Abbiamo un serio problema con il dollaro - ha detto Enders - non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno che il dollaro intorno a 1,50 contro l’euro causi grossi problemi ai nostri modelli di business».
Airbus vende in dollari ma spende miliardi di euro per le attrezzature. Inoltre il famoso piano di ristrutturazione «Power 8», che prevede il taglio di 10 mila posti di lavoro e la vendita di diversi impianti, è basato su un tasso di cambio euro-dollaro intorno all’1,30-1,35. «Di certo - ha aggiunto Enders - dobbiamo pensare di fare degli aggiustamenti». La casa madre di Airbus, Eads, ha già fatto sapere che entro la fine dell’anno deciderà sulle vendite degli stabilimenti in Germania, Francia e Gran Bretagna. Opportunità per il gruppo arrivano dalla prossima visita del presidente francese, Nicolas Sarkozy in Cina. Con il presidente francese che parte domenica e punta a «importanti contratti economici» viaggia anche Louis Galois, numero uno di Eads, casa madre di Airbus.