E la stampa di sinistra scatena una guerra di carta

da Roma

L’attacco è stato sincronizzato. La stampa di sinistra ha iniziato a ruotare l’arco verso Pierferdinando Casini così come è girato il vento degli umori di Romano Prodi nei confronti del presidente della Camera dopo la sua presa di posizione sulla legge elettorale. E così se fino a pochi giorni fa le foto ritraevano i due sorridenti e a volte quasi abbracciati come due amici di vecchia data, ecco invece che scatta l’offensiva anti-Casini. «Il garante di parte», titola Repubblica l’editoriale di Ezio Mauro. Contemporaneamente Massimo D’Alema rilascia un’intervista che è un j’accuse ufficiale. Casini, secondo il presidente dei Ds, è stato autore di una sorta di tradimento. Spiega anzi: «Devo constatare con stupore e amarezza che Casini è protagonista di un clamoroso voltafaccia. E la sua condotta la dice lunga sulla serietà di questo centrodestra». La terza carica dello Stato non è un politico «moderato, ma è solo corresponsabile - affonda il colpo D’Alema - di un patto cinico e scellerato».
La posizione dell’editoriale è ancora più esplicita: «Il presidente della Camera - scrive Mauro - è il soggetto politico decisivo di questo strappo alle regole imposto al Paese dall’estremismo istituzionale della destra». Improvvisamente anche il segretario Udc Marco Follini sembra diventare quasi un martire della trasformazione, agli occhi dei critici di sinistra, del presidente della Camera: «Come dimostra la defenestrazione dorotea in atto di Follini - si legge ancora nell’editoriale - in questa fase Follini risponde senz’altro al suo ruolo di garante, ma garante di Berlusconi». E il giudizio, ossia la «sconfessione» da sinistra di Casini, è definitivo quando Mauro scrive: «È una scelta che manda in frantumi la responsabilità istituzionale che pure il presidente della Camera aveva mostrato in questi anni, le velleità di dare un’identità moderata al centrodestra.
L’Unità sottotitola invece: «Casini a gamba tesa». E all’interno: «Casini sembra Berlusconi e attacca Prodi». Il Riformista mantiene una posizione meno sbilanciata: l’attacco di Casini a Prodi «potrebbe aiutare a ricompattare la maggioranza e a indebolire la strategia dei franchi tiratori in parlamento», ricostruisce il giornale di Antonio Polito. Solo un alt arriva per il neo-fronte anticasiniano. Ed è molto autorevole. In un’intervista al Corriere della Sera Giulio Andreotti riflette quasi affettuosamente: «Non trovo niente da ridire su come Casini si comporta. Un presidente della Camera non ha vita facile...».