E gli statali proclamano lo sciopero generale

Oggi la decisione dei sindacati: mancano i soldi, il governo non mantiene gli impegni sui contratti. Bonanni (Cisl) infuriato con Padoa-Schioppa

Antonio Signorini

da Roma

Il governo non ha mantenuto la promessa e i sindacati degli statali hanno deciso di mantenere la loro: uno sciopero generale. Il primo indetto da Cgil, Cisl e Uil contro il governo di centrosinistra. La decisione ufficiale dovrebbe arrivare oggi da un vertice tra i quattro leader del pubblico impiego Carlo Podda (Fp-Cgil), Rino Tarelli (Fps-Cisl), Salvatore Bosco (Uil-Pa) e Carlo Fiordaliso (Fpl Uil). Lo stop, che convolgerà tutte le categorie, scuola compresa, dovrebbe arrivare nella ultima settimana del mese.
In assenza di fatti nuovi - hanno spiegato i sindacalisti - la protesta si rende necessaria perché ancora il governo «non ha presentato l’emendamento alla Finanziaria con il quale si rende possibile rinnovare nel corso del 2007 i contratti già scaduti. Sul resto dell’emendamento e sulla sua presentazione - hanno ricordato Podda, Tarelli, Bosco e Fiordaliso - era stata raggiunta un’intesa tecnica due settimane fa con il ministero della Funzione pubblica. Ma a tutt’oggi non è dato sapere se sarà presentato dal governo e, se sarà presentato, quali saranno i suoi contenuti».
La modifica della Finanziaria sulla quale era stato trovato un accordo di massima è stata preparata dal ministro Luigi Nicolais e prevede che, nel complesso, al rinnovo dei contratti vadano, compresi i fondi del 2006, 3,7 miliardi di euro. Per il momento il testo è fermo al ministero dell’Innovazione nella pubblica amministrazione.
E ai sindacalisti che hanno chiesto il perché, il governo ha spiegato che a bloccarlo è stata la Ragioneria dello stato. In altre parole non c’è la copertura per far partire gli aumenti dal primo gennaio 2007, come era stato promesso dal governo ai sindacati. Questo, osservano i sindacalisti, significa che se l’emendamento non arriverà, gli aumenti slitteranno al 2008 e si realizzerà quella «moratoria» degli aumenti alla quale l’esecutivo Prodi diceva di aver rinunciato.
Il «no» dei sindacati non è rimasto confinato alle categorie e ieri a Vienna, dove si trovavano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per una riunione della Cisl internazionale, è arrivato il sostegno delle confederazioni alle sigle del pubblico impiego e il via libera alla proclamazione dello sciopero.
Particolarmente arrabbiato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni che ha individuato il colpevole dello stop all’emendamento nel ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Il governo - questa la tesi del leader della Cisl - avanza scuse dicendo che è colpa della Ragioneria, ma in realtà vogliono far passare sottobanco il blocco della contrattazione per un anno. «Ma questo non lo accetteremo mai», ha minacciato Bonanni.