E stavolta i fedeli scrivono al cardinale

A scrivere lettere di fuoco non è solo don Paolo Farinella. Dopo la sua ultima epistola post elettorale, un gruppo di fedeli ha detto basta. E munito di penna e calamaio ha messo per iscritto una lettera aperta di protesta al Cardinal Bagnasco: «Paolo Farinella deve essere pubblicamente richiamato all'ordine ed ove Sua Eminenza non lo ritenesse opportuno, siamo in parecchi a ritenerci profondamente offesi dagli scomposti proclami di un energumeno che osa definirsi prete». Si legge inoltre: «Abbiamo ancora fiducia nella saggezza di Santa Madre Chiesa, ma non abbiamo alcuna intenzione di tollerare ulteriormente gli insulti e le farneticazioni di un cosiddetto sacerdote, le cui elucubrazioni politiche Ella potrà trovare in ogni sito web, con particolare riferimento ai siti anticattolici e dell'ultra sinistra». La lettera di don Paolo, infatti, ha fatto il giro su internet, i principali motori di ricerca riportano più di 300 siti che la citano e la discutono.
Tra i firmatari della lettera al cardinal Bagnasco, Cesare Simonetti, una dei punti di riferimento dei comitati del centro storico. Che scrive al Cardinale: «Io, come la stragrande maggioranza degli italiani, ho per l'appunto votato il mafioso, ladro, xenofobo, e mi pregio di vivere nel “bordello istituzionale” citato dal Suo prete. Sono cattolico osservante e non ho voluto replicare a Paolo Farinella quando ha fatto sapere di avere organizzato tridui per la Madonna affinché ci proteggesse dal lanzichenecco, ma non l'ho fatto per rispetto alla Chiesa. Ora, però, basta!». Si aggiunge la voce di Andrea Del Ponte, docente di Lettere al liceo classico D'Oria che scrive a titolo personale: «Ci risiamo. Giornalisti, cantanti, attori, registi, opinionisti, sacerdoti, intellettuali veri e presunti, non mancano in questi giorni di lasciar cadere con nobile sconcerto parole di dolorosa incredulità per quanto è successo alle elezioni politiche. E si risente echeggiare ovunque, foss'anche per fingere di negare che ciò sia vero, la tesi dell'inguaribile “stupidità” degli Italiani, che sarebbero stati ammaliati ancora una volta dal gioco truccato dello showman Silvio».
A proposito di lettere, don Paolo aveva detto di aver scritto una lettera al Giornale in risposta agli articoli pubblicati, ma né alla redazione di Genova, né a quella di Milano, è mai giunto nulla. Che sia anch'essa affogata nel «dio-Po Padano»?