E per le strade sfilano due cortei. Divisi su tutto

Il clou resta il corteo. Quello del Primo maggio, uguale come sempre e con le solite parole d’ordine: reddito e sviluppo. Stavolta però, Cgil-Cisl-Uil, chiedono alla politica di dare più centralità anche alla sicurezza sul lavoro. E così lo slogan della manifestazione si traduce in «più reddito, più sicurezza».
Leit motiv che, dalle 9.30, si snoda dai Bastioni di Porta Venezia sino a piazza Duomo: «Più reddito vuol dire riprendere la contrattazione aziendale ovvero aumentare le detrazioni del lavoro dipendente e rivalutare le pensioni» osserva Walter Galbusera. E la sicurezza sul lavoro? «La politica dei controlli è insufficiente» continua il segretario generale Uil: «Bisogna far crescere la cultura della prevenzione e anche la tecnologia può essere d’aiuto per mettere in sicurezza alcune delle lavorazioni più rischiose per la salute dei lavoratori».
Sul tema c’è già un protocollo firmato dalla Regione Lombardia che prevede una politica di incentivi per le aziende, diciamo, virtuose e che, concretamente, stanzia 35 milioni di euro. Impegni, tra l’altro, indispensabili anche rispetto a Expo 2015 e sapendo che «Expo può essere un incentivo all’innovazione delle imprese da declinare in buone pratiche sulla sicurezza del lavoro» chiosa Onorio Rosati.
E a sostegno dello slogan «Più reddito, più sicurezza» il segretario regionale Cgil annota che «il problema salariale, sì generalizzato, a Milano è più avvertito perché il costo della vita è molto elevato». Annotazione non sottoscritta da Cobas, Sindacati di base e centri sociali - sempre oggi organizzano il Mayday Parade, con partenza alle 15 da piazza XXIV Maggio - che, invece, reclamano «nuove forme e strategie di lotta contro lo sfruttamento, le gerarchie e le povertà».
E mentre Massimiliano Franchini, uno dei promoter del corteo dell’altro Primo maggio, spiega che in testa al loro corteo ci sono immigrati - «legando il permesso di soggiorno a un contratto di lavoro anche loro sono da considerarsi precari» -, Cgil-Cisl-Uil segnalano che accanto al tradizionale corteo per le vie del centro è previsto anche un pomeriggio di «divertimento, musica, animazione e solidarietà» alla Palazzina Liberty in largo Marinai d’Italia. Programma che tra una risottata e un concerto dell’Orchestra Verdi prevede pure, alle 14.30, la cerimonia di intitolazione di un imponente cedro del Libano ai caduti sul lavoro. Vittime in fabbrica o in cantiere che la Mayday parade ricorda con un lancio di 1.500 palloncini neri, «tanti quanti le vittime che ogni anno perdono la vita sul posto di lavoro».
Due anime del Primo maggio milanese che ieri si sono pure divise sulla riflessione del cardinale Dionigi Tettamanzi in occasione della veglia dei lavoratori in quel di Sesto San Giovanni. A unirle ci pensa però Rifondazione che, oggi, «aderisce» ai due cortei perché «indicano la via del riscatto contro l’insostenibile stato presente delle cose».