E su internet in tanti piangono l’amico «Gabbodj»

Una lunga serie di messaggi di cordoglio, pieni anche di rabbia. Compaiono nel blog di Gabriele Sandri, che è una sorta di carta d’identità virtuale, e non solo del dj-tifoso. La Rete regala ai navigatori l’immagine d’un ragazzo qualunque, quello che generalmente viene definito «il giovanotto della porta accanto». Colpisce in maniera particolare l’ultimo dei messaggi lasciati prima della morte del ventottenne commerciante della Balduina, quello di un amico che offriva un posto in macchina: «Siamo in tre, chi vuol venire è il benvenuto». Dopo quello, partono i «post» rilasciati appena il dramma è sbarcato a Roma, tre ore dopo il fattaccio. «Addio, sei e sarai sempre nei nostri cuori«, «ke mondo de m...», «Sembra la cosa più assurda del mondo, pensi sempre tocchi agli altri e oggi invece siamo noi a salutare un amico! Ciao Gabbo!», c’è un crescendo di emozioni e un intreccio di sentimenti senza eguali nel leggere il cordoglio degli amici. Ci si immedesima e pare d'essere tutti confidenti di «Gabbodj», le cui foto s’alternano a quelle degli amici e a un paio di rose bianche e rosse inserite con la morte nel cuore. Aumentano i commenti, inseriti da chi conosceva bene Gabriele Sandri, da chi lo conosceva appena, da chi neanche sapeva che esistesse un ragazzo così. «Gabri... ci siamo conosciuti dieci anni fa al Tacito... suonavi col mio migliore amico Guido... quando da ragazzino facevo il vocalist, c’eri tu... ti conosco da quando suonavi Gaber... ti facevi chiamare Gabbri Gaber», praticamente c’è un fiume in piena che scorre nella Rete. «Non ci sono parole per descrivere questa tragedia. Riposa in pace Gabbo, ciao Nicola», «non ti dimenticheremo mai... grazie Gabbo per quello che ci hai regalato», «Non è giusto andarsene via così...addio Gabriè». Neanche il tempo di soffermarsi su una scritta che, ecco, ne compare subito un’altra. Sono ambasciate d’affetto per uno che veniva considerato prima d’ogni cosa un bravo ragazzo, poi un gran lavoratore. E sono la maniera immediata per sentirsi partecipi di una vita che, da poche ore, non c’è più. Che viene però snocciolata su http://www.myspace.com/gabbodj attraverso una serie di filmati che ritraggono Gabriele in Sardegna, in discoteca, insieme ai suoi amici. Leggiamo la minibiografia, scoprendo una realtà fatta di semplicità, di rapporti umani, di sfaccettature che paiono diventare inutili nel momento in cui rabbia e lacrime prendono il sopravvento sulla lettura. «Spero che lassù tu possa proseguire degnamente la vita. Gabriele e falli ballare tutti». Sì, Gabriele, falli ballare tutti. Come hai fatto sabato sera al Piper.