E su Rcs nuovi incontri con gli advisor di Ricucci

da Milano

La settimana prossima potrebbe essere decisiva per arrivare a una soluzione del rapporto fra Magiste e Bpi. Gli advisor delle due parti torneranno a riunirsi per verificare le ipotesi di lavoro emerse nell’incontro di mercoledì scorso tra i consulenti della società immobiliare di Stefano Ricucci, Vittorio Ripa di Meana e Guido Roberto Vitale e il direttore generale della Bpi Divo Gronchi, sulle modalità di rientro dei circa 790 milioni di finanziamento concessi dalla Bpi a fronte del pegno sul 14,7% circa di Rcs. Secondo alcune fonti finanziarie il direttore generale dell'ex-Lodi avrebbe accettato di rinunciare ai circa 150 milioni, già accantonati per far fronte alla svalutazione del titolo Rcs rispetto al prezzo di carico di Bpi pari a 5,2 euro per azione. Gronchi potrebbe così accontentarsi di un rientro di circa 640 milioni. Dalla cessione del 14,7% di Rcs, Magiste dovrebbe realizzare circa 470 milioni, altri 90-95 milioni circa sono garantiti da titoli Capitalia, Mps e una piccolissima quantita di titoli della stessa Bpi, mentre per i restanti 70-80 milioni potrebbe essere aperto un nuovo finanziamento da parte di Bpi con nuove garanzie. In questi giorni gli advisor e gli uomini di Gronchi starebbero esaminando le questioni ancora aperte e non è escluso che l'operazione di smobilizzo del 14,7% di Rcs sia seguita direttamente dalla Bpi, magari con l'aiuto di alcune banche d'affari estere. È quasi certo che non si tratterà di un placement sul mercato che rischierebbe di penalizzare eccessivamente le quotazioni è probabile che Bpi e la Magiste si avvarranno o di un obbligazione convertibile o di un placement a prezzi già fissati e in linea con le attuali quotazioni di mercato presso investitori istituzionali selezionati d'accordo con il patto di sindacato di Rcs.