E su Toro è scontro con l’Antitrust

L’ok all’acquisizione condizionato alla vendita di Nuova Tirrena: Trieste protesta e valuta il ricorso

da Milano

Via libera condizionato (e molto circospetto) dell’Antitrust all’acquisizione di Toro da parte di Generali. L’operazione si può fare, ha deciso ieri l’Autorità, ma a una condizione precisa: che la compagnia triestina venda entro 12 mesi Nuova Tirrena, per cui Trieste ha già ricevuto tre offerte (due in arrivo dall’estero).
Nella sua pronuncia l’Antitrust appare molto preoccupata dai potenziali pericoli per la concorrenza dall’aggregazione Generali-Toro. Con toni che hanno suscitato in serata un secco comunicato di reazione da parte del Leone. I settori a rischio, secondo l’Autorità, sono quelli legati all’Auto: responsabilità civile e furto-incendio. Nel primo caso Generali è passata da una quota di mercato del 10,9 al 18%. Nel secondo dal 9 al 17% circa. Una quota che presa di per se stessa non sarebbe pericolosa. Ma come ha già fatto nel recente passato l’autorità presieduta da Antonio Catricalà mette nel mirino i legami che Generali ha con Fonsai. Rapporti «strutturali» cementati dalle partecipazioni di Premafin, e cioè Salvatore Ligresti e cioè Fonsai, in Mediobanca: il 4,2% nobilitato dalla presenza nel patto di sindacato. Mediobanca a sua volta è il «soggetto che esercita il controllo di fatto» della compagnia triestina, dice l’Antitrust. Non solo. Premafin ha anche il 2,4 di Generali (Ligresti ha anche condotto una lunga e per il momento infruttuosa battaglia per entrare in consiglio di amministrazione). Il risultato è che le due compagnie vengono ritenute dall’Autorità in «posizione dominante collettiva», e congiuntamente controllano il 42 del mercato Rc Auto e il 40% nel settore furto e incendio.
Una quota alta, che attribuisce loro, dice l’Autorità, una concreta possibilità di influenzare i prezzi delle polizze. Tanto più che, secondo l’Isvap, citata dai funzionari di Catricalà, la storia del mercato italiano dimostra che più le società sono grandi più tendono ad aumentare i prezzi. E quello dei prezzi è un elemento decisivo per stabilire il grado di concorrenza di un mercato: «Per quanto riguarda specificamente Generali», dice la nota Antitrust, «durante il procedimento è emerso come tale società, già prima dell'acquisizione di Toro fosse orientata ad aumentare i premi in modo sensibile e non legato all'andamento dei costi». Ora questa possibilità «risulterà ulteriormente rafforzata». Toro rappresentava anche una possibile via d’ingresso di rafforzamento di altri operatori. In sostanza, conclude l’Antritust «l'operazione in esame si realizza in un contesto che agevola il raggiungimento di equilibri non concorrenziali».
Da qui la richiesta di diminuire la quota di mercato vendendo a un concorrente indipendente, la Nuova Tirrenia (al gradino numero 14 nella classifica Rc auto con una quota di mercato del 2,6%, e al sedicesimo posto per furto e incendi con una quota dell'1,9%). Anche in questo caso c’è una condizione: l’acquirente non deve aver realizzato nel 2005 una raccolta premi consolidata nei rami auto superiore a quella di Toro. Una avvertenza che esclude ad Allianz, Unipol e alla stessa Fonsai l’eventuale acquisto. Generali da parte sua ha fatto sapere di «non condividere» decisione e motivazioni dell'Antitrust su un presunto deficit di concorrenza. La compagnia «si riserva ogni più opportuna azione per la migliore tutela degli interessi coinvolti».