E sui mega yacht arrivano anche le spiagge

Nuove filosofie di vita «sul mare» per i giganti del futuro. Protagonista il settore extralusso della nautica da diporto: mega yacht in acciaio e alluminio e maxi yacht in materiali compositi con spiagge artificiali a pelo d'acqua, cabine con terrazze affacciate sull'Oceano e sofisticati impianti per teleconferenze da organizzare in mezzo all'Atlantico. «Più volume alle aree utilizzabili dagli armatori. Su una barca di 50 metri previsti 400 metri quadri con 6 cabine, su una di 80, 9 cabine e 900 metri quadri a disposizione. Maggiori spazi tecnici per equipaggio, sale macchine e garage», ci spiega Lamberto Tacoli, amministratore delegato di CRN SPA, Costruzioni e Riparazioni Navali, dal 1999 parte del Gruppo Ferretti, riconosciuto come cantiere leader mondiale del settore, specializzato nella costruzione di imbarcazioni da diporto a tre ponti sopra i 40 metri.
«Il 16 maggio scorso abbiamo varato Emerald Star, il primo 43 metri in composito con competenze tecniche di altissimo livello, elegante design e un confort che salvaguarda il benessere» continua Tacoli. «Il nostro obiettivo primario è quello di non creare gabbie dorate distanti dal mare ma colossi del lusso che permettano, grazie a derive, tender e jet sky, di avvicinarsi facilmente alla battigia». Sono cambiati i tempi da quando, trent'anni fa, CRN costruiva l'F100 per l'avvocato Agnelli, «una barca quasi monacale» secondo Lamberto Tacoli, «la prima imbarcazione di 100 piedi con spazio d'atterraggio per l'elicottero».
Oggi impera lo sfarzo di saloni, piscine e aree spa. I pavimenti hanno intarsi di marmo fatti a mano e i mancorrenti di sontuose scale sono decorati da ebanisti specializzati mentre tecnologie di assoluta avanguardia legate agli stabilizzatori giroscopici permettono una riduzione dei movimenti in rada, quindi all'ancora, del 50%. Innovazione e tradizione grazie alla manodopera di trecentocinquanta dipendenti che nel cantiere di Ancona dimostrano di rispettare il cuore della nautica italiana. «L'Italia, per tradizione, è da sempre la patria dello Yacht. Negli anni Sessanta e Settanta marchi come Baglietto, Codecasa e Benetti costruivano scafi di venti, trenta metri e le barche più grandi non superavano i cinquanta metri. Negli ultimi vent'anni i cantieri nordeuropei hanno spadroneggiato con imbarcazioni sopra i 60 metri. Oggi - prosegue Tacoli - grazie a capacità tecnologiche e artigianali assolute, il nostro Paese ha fatto passi da gigante, diventando il primo produttore al mondo di barche superiori ai trenta metri. Come CRN abbiamo ventitré navi da diporto in produzione contemporanea dai 30 ai 72 metri: sedici in materiale composito e sei in acciaio e alluminio. Carena, 72 metri per 13.50 di larghezza, è il nostro impegno più importante e il varo è previsto nel 2009». Un settore del made in Italy con acquirenti sempre più giovani. «Trent'anni fa - conclude Tacoli - tesori del genere erano avvicinabili soltanto da categorie over sixty. Oggi molti armatori sono ricchissimi quarantenni che spero, seguendo la mia filosofia, si avvicinino sempre alle imbarcazioni con il giusto rispetto per il mare».