E sul Cristo degli Abissi Burlando non fa miracoli

Le incrostazioni sulla statua e gli interventi erano già previsti

Non è stato affatto un lavoro sprecato quello eseguito lo scorso anno sul Cristo degli abissi per volere della giunta Biasotti, sotto la direzione dell’allora assessore al Turismo Gianni Plinio. È infatti immotivata la preoccupazione di questi giorni sullo stato di salute della statua collocata nel mare di San Fruttuoso di Camogli: il restauro nell'estate del 2004, non è stato irrimediabilmente vanificato dalla reimmersione della statua nella baia.
A un anno dalla ricollocazione in mare, il Cristo è nuovamente incrostato di flora e fauna marine. Ma hanno chiarito la situazione Marzia Cataldi Gallo, Soprintendente per il Patrimonio Storico e Artistico della Liguria, e Farida Simonetti, direttore della Galleria di Palazzo Spinola: «Avevamo già messo in preventivo il processo di formazione della patina di microrganismi e alghe sulla statua nel momento in cui si era deciso di ricollocarla nella sua sede originaria. Anzi, paradossalmente, la pulitura della statua ha accelerato la proliferazione di questi organismi, per i quali le microporosità della superficie costituiscono un habitat ideale: già una ventina di giorni dopo la reimmersione si erano depositate le prime concrezioni».
Eppure in questi giorni la Regione Liguria, con la sua nuova maggioranza sembra attivissima per «salvare» il Cristo da un problema che non esiste. La Soprintendenza stava già seguendo due linee di intervento complementari. Da una parte, il Cnr è impegnato nella ricerca di un prodotto idoneo a proteggere la statua dagli «inquilini indesiderati» e dalla corrosione del mare senza però danneggiarla (e questo era programmato già da tempo senza bisogno di nuove campagne politiche e mediatiche). Parallelamente, sul breve periodo è prevista una manutenzione periodica dell'opera, per impedire il consolidamento delle incrostazioni: e proprio nei giorni scorsi Fabio Morchio, Assessore Regionale alla Cultura, ha stanziato il finanziamento necessario per una serie di puliture in situ, che saranno effettuate da un restauratore subacqueo. I costi, a fronte del massiccio impegno economico sostenuto per il precedente restauro, sono contenuti: diecimila euro per 20 immersioni. Il calendario delle immersioni prevede le prime entro fine luglio, in concomitanza con il periodo di massima proliferazione delle alghe e di condizioni meteomarine favorevoli all'allestimento del cantiere. Successivi interventi sono programmati per settembre/ottobre di quest'anno, per il gennaio del 2006 e tra maggio e giugno del 2006. Niente paura, quindi, il Cristo non emergerà stagionalmente dagli abissi, ma sarà manutenuto sul fondale marino, in attesa di essere definitivamente immunizzato dagli effetti degenerativi dovuti alla permanenza in mare. Anche se forse, insieme alla patina delle incrostazioni, perderà anche un po' del suo fascino di elemento marino.