E sul piano anti smog scintille fra giunta e Verdi

Gli ambientalisti: miopia sconcertante. La replica: «Non conoscono i fatti»

La convocazione della «cabina di regia» sullo smog per l’autunno e l’inverno non placa le polemiche in materia di inquinamento. Il piano della Regione non soddisfa affatto i Verdi, che per bocca dei consiglieri Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro esprimono il disappunto sulle contromisure varate ieri: «È sconcertante come dalla cabina di regia non sia emerso nulla tranne un ridisegno delle aree critiche della Lombardia, senza alcun provvedimento reale. L'assessore comunale Croci -rincarano la dose i due - ha annunciato una commissione scientifica che studierà problema e soluzioni, mentre Formigoni ribadisce che bloccherà solo le auto non catalitiche e che forse ci sarà una giornata di blocco in tutta la pianura Padana».
I Verdi non concepiscono «cosa il Comune debba ancora studiare, quando l'organizzazione mondiale della sanità ha ribadito che ogni anno in Italia muoiono a causa dello smog circa 8mila persone, diverse centinaia solo a Milano». Per Monguzzi e Saponaro «non si comprende neanche la miopia della Regione, che si ostina a limitare i blocchi programmati alle sole auto non catalitiche: quelle in circolazione sono pochissime, e tale misura non tiene conto del fatto che un Euro 4 diesel emette Pm10 quanto una Euro 0 a benzina. Servono invece - concludono - piani per governare l'emergenza con blocchi preventivi estesi non solo alle auto non catalitiche, introducendo targhe alterne ed eventualmente blocchi totali del traffico».
Dura e puntuale la replica dell’assessore regionale alla Qualità dell’ambiente, Marco Pagnoncelli: «Sconcertante è piuttosto il comportamento di Monguzzi e Saponaro che vogliono dire la loro anche quando non sono informati sui fatti. La Regione ha ascoltato con attenzione le indicazioni e i pareri degli amministratori presenti su tutti i temi all’ordine del giorno. Se questo è ritenuto dai verdi “inutile”, allora abbiamo vedute diametralmente opposte». Pagnoncelli è convinto che il ridisegno delle aree critiche sia «un nuovo ed aggiornato sistema di classificazione, che indirizza al meglio le misure e i provvedimenti contro l’inquinamento, come richiesto dalla Commissione europea».