E sul web i leghisti cacciano i traditori

Il senatur Umberto Bossi sta «dietro al cespuglio». Oggi riunirà i big della Lega in via Bellerio e solo dopo commenterà il discorso di Gianfranco Fini ieri a Perugia. Il capogruppo milanese Matteo Salvini smonta il leader futurista («un discorso da impotente») ma archivia le ricadute su Palazzo Marino per il momento ad una «questione interna al Pdl». Se gli uomini del Carroccio scelgono la via della prudenza, su Facebook il popolo «lumbard» ha già scelto. Basta che Salvini pubblichi sul suo profilo il video di Fini e i supporter dettano la «linea»: le incitazioni vanno da «mai con Fli ditelo alla Moratti, se vi alleate con i traditori non vi voto» a «domani vai in Comune e chiedi le dimissioni da ogni incarico di tutti quelli che sono passati con i traditori» a «Fini? É il nuovo Grillo». E «ci regali un sogno, se ne vada». Anche se nel dibattito virtuale c’è chi ammette che la scelta è difficile e «forse si dovrebbe cercare un compromesso, anche con l’Udc. Dobbiamo portare a casa il federalismo vero a tutti i costi». Un mix di rabbia e ironia anche nelle reazioni che sono arrivate ieri a Radio Padania Libera, l’emittente del Carroccio che oggi terrà i telefoni aperti per raccogliere gli sfoghi degli ascoltatori dalle 6 di mattina e per tutta la giornata.
Tribune politiche su Facebook anche tra i sostenitori del Pdl. «Affollata» la bacheca del capogruppo milanese Giulio Gallera dove Fini viene di nuovo bollato come «il traditore» e dove prevale l’appello al «voto subito».
Pronti a sbarcare su internet anche i finiani, ma per promuovere la «sottoscrizione on line» al Manifesto per l’Italia presentato ieri a Perugia, «giusta opportunità di attività democratica nel ventunesimo secolo» sottolinea il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri, sbarcato dal Pdl a Fli. Web a parte, «siamo pronti - avverte - ad incontrare i milanesi per fare sottoscrivere il documento. Già nei prossimi giorni sarò, saremo, ai gazebo in strada per leggere insieme questi punti della nostra Italia. La politica è partecipazione e vogliamo che questa avvenga quanto più possibile e attraverso una pluralità di strumenti, senza privarci mai del piacere dovere dell’incontro costante e diretto con i cittadini: per questo saremo anche nelle strade, con o senza banchetti. Milano contribuirà in modo rilevante».