E sull’Adisu Rifondazione punta i piedi

Antonella Aldrighetti

Il barometro «meteo-politico» punta ancora l’ago sulla burrasca in quel di via Cristoforo Colombo. L’aria grigia, densa e pesante che si respira ormai da giorni nella «casa di vetro» abitata dalla giunta ulivista di Marrazzo, con l’andare delle ore, promette «tempesta». Dopo «fulmini e saette» sulla proliferazione degli incarichi, la moltiplicazione delle poltrone, delle auto blu assegnate a chi, per statuto non ne avrebbe diritto, i botta e risposta sulla morigeratezza tra il presidente Piero Marrazzo e il padrone di casa del Consiglio regionale Massimo Pineschi, arriva pure l’ultimo fendente. Che fa oltremodo barcollare la maggioranza dal suo interno. A tirarlo è Rifondazione comunista che «intima» all’assessore regionale allo Studio e formazione professionale, Silvia Costa (eletta nella Lista del governatore) di non commissariare l’agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, Lazio Adisu.
Una tiratina d’orecchie che suona come un ennesimo «altolà» a prendere decisioni affrettate e soprattutto non concertate. Rifondazione invita piuttosto l’assessore ad attendere il termine di prorogatio, che scadrebbe il prossimo 18 agosto, per mettere mano all’azienda in altro modo. E «batte cassa» chiedendo in termini poco subliminali uno scranno nel prossimo consiglio d’amministrazione. Perché «dal luglio del 2002 nessun rappresentante del centro sinistra e di Rifondazione è stato presente in quel Cda mentre - si legge nella lettera firmata dal capogruppo Ivano Peduzzi e indirizzata alla Costa - sarebbe necessario che il presidente Marrazzo nomini i nuovi vertici e predisponga gli avvisi per arrivare alle nomine dei nuovi consiglieri». Scorrendo qualche altra riga viene precisato che solo in questo modo «entro settembre o al massimo ottobre si può arrivare a nominare un nuovo cda». Conditio sine qua non per non infiammare oltremodo il clima sarebbe di «chiudere il Consorzio Pegaso con il trasferimento delle sue competenze all’interno di Lazio Adisu, vigilando sulle forme di quei progetti di casa dello studente ad oggi scelti». In cuor suo Rifondazione teme che il commissariamento paventato dall’assessorato alla Scuola e formazione, dia un’altra possibilità all’attuale direttore di Laziodisu, Maurizio Tenembaum, di rimanere in carica come commissario generale. Carica ricoperta già dal 2002 al 2004 durante la giunta Storace. Ma il professore di Economia, prestato al diritto allo studio, secondo le voci che «Radio Pisana» diffonde nei corridoi della Regione, non sarebbe affatto «malvisto» dalla Costa. Anzi l’esperienza più che decennale, maturata nel settore dedicato alla programmazione dei servizi per gli studenti universitari, lo individuerebbe come uno dei «papabili» alla gestione futura del comparto. Ma la sola idea fa «accapponare la pelle» a più di qualche consigliere e assessore del Prc che dietro le quinte, si augura che al massimo, a Tenembaum, venga riservata una poltrona «fuori porta». Ossia lontano dalla stanza dei bottoni e più lontano dalla cabina di regia. In definitiva se la Costa e quindi la giunta dell’ex conduttore tv, seguiranno le orme dei loro predecessori, con un nuovo commissariamento di Lazio Adisu, Rifondazione si dice pronta a dare un’altra corposa spallata ai colleghi di governo.