E sulle assicurazioni il governo rischia lo stop

In virtù del provvedimento saranno più veloci i rimborsi in caso di sinistro. Ma solo sulla carta

Da ieri l’automobilista che viene coinvolto in un incidente stradale senza averne colpa, sarà risarcito direttamente dalla propria assicurazione. Una «rivoluzione», prevista dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni, apparentemente favorevole al cittadino. «In realtà le cose stanno in maniera diversa - spiega al Giornale l’avvocato Rosario Alberghina che ha analizzato in dettaglio la nuova normativa -. Ci troviamo dinanzi a una legge chiaramente anticostituzionale che delega alla compagnia assicurativa un ruolo di difesa giuridica che il legislatore non prevede in alcun modo. Insomma, Bersani non ha fatto i conti con lo scontato stop che la Corte costituzionale opporrà al suo decreto». La questione è complessa e riguarda oltre 40 milioni di italiani ostaggio di tre parole che, al solo nominarle, incutono apprensione: «Rimborso Rc Auto»; inoltre le nuove regole prevedono che non scatterà il bonus-malus per chi non ha responsabilità nel sinistro.
Un «pacchetto», appena approvato dal governo, che dovrebbe rendere la vita più facile a chi si ritrova coinvolto in un «sinistro» in qualità di «parte lesa». «Non solo i tempi burocratici verranno sensibilmente ridotti, ma faremo pure scendere le tariffe assicurative, nota dolente per tutti gli automobilisti», promette il ministro dello Sviluppo economico firmatario del decreto entrato in vigore dal primo febbraio.
Il testo Bersani recita testualmente: «Con “l'indennizzo diretto”, in caso di incidente, i danneggiati non responsabili (o responsabili solo in parte) potranno essere risarciti direttamente dal proprio assicuratore e non più dall'assicuratore di chi ha causato l'incidente». Viene, in pratica, esteso a tutti i sinistri il meccanismo dell’ex-cid: per denunciare l'incidente dovrà essere infatti utilizzato il modulo blu messo a disposizione dagli assicuratori che dovrà essere consegnato alla propria compagnia dopo averlo compilato con i dati delle auto e degli automobilisti coinvolti. Le associazioni dei consumatori e le compagnie assicurative esultano, ignorando però la raffica di ricorsi che presumibilmente arriveranno all’esame dei giudici della Consulta. Non solo. Le compagnie infatti già stanno mettendo le mani avanti e frenano sulla possibilità di ridurre le tariffe: «Il calo dei prezzi delle polizze non sarà così automatico come si pensa - sottolinea l'Ania, l’associazione di categoria - e prima di far scendere le quote bisognerà verificare come si evolverà nel primo anno il nuovo sistema. Aver eliminato dal meccanismo del rimborso le spese giudiziarie che finivano nelle tasche degli avvocati rappresenta però già un risparmio per gli automobilisti». «Siamo dinanzi a una situazione paradossale - replica l’avvocato Alberghina - che priva il cittadino di essere difeso da chi preferisce, costringendolo ad accettare le condizioni-capestro delle compagnie che puntano ad avere un controllo totale sul proprio assicurato».
Intanto il partito dei favorevoli al decreto Bersani pone l’accento sui vantaggi di un sistema che «dovrebbe permettere di contenere il fenomeno delle frodi e allo stesso tempo semplificare le procedure». Di parere opposto Sandro Vanelli, presidente regionale Cna carrozzieri, secondo il quale «questo provvedimento permetterà alle compagnie di inserire nei contratti assicurativi la clausola del risarcimento in “forma specifica”; accettandola, di fronte alla prospettiva un piccolo sconto, l'assicurato delega completamente la riparazione». «La compagnia - aggiunge Vanelli - sceglierà così i propri riparatori di fiducia facendo venir meno una serie di diritti dei quali gode oggi l'automobilista come le spese accessorie, le auto di cortesia, il fermo tecnico e il riconoscimento delle spese legali».