E sulle tariffe Bruxelles difende l’ex monopolista

L’attenzione di Bruxelles per Telecom questa volta ha un intento di tutela. L’autorità Antitrust europea si dice «sorpresa e preoccupata» per le misure annunciate dall’Agcom - l’Autorità italiana per le tlc - rispetto alle tariffe sulla terminazione di chiamata: in particolare, le autorità europee avevano chiesto l’adeguamento entro un periodo di quattro anni, che però l’autorità italiana ha fatto slittare a cinque. Ora l’Ue chiede chiarimenti. Le tariffe di terminazione - detto per inciso - sono quelle che un operatore di telefonia fissa paga all’altro quando una chiamata transita su due diverse reti; in tutta Europa, tali tariffe avvantaggiano i nuovi entranti, considerando la loro posizione di svantaggio rispetto agli ex monopolisti. Tuttavia in Italia la stessa Ue ha constatato uno sbilanciamento eccessivo, con tariffe più che triple a vantaggio degli altri gestori rispetto a Telecom; da qui era partita la richiesta di un riequilibrio. Ieri dunque, con una lettera indirizzata al segretario generale dell’Authority italiana per le Tlc, Roberto Viola, e firmata da Fabio Colasanti e Philip Lowe, rispettivamente direttori generali delle Dg per la Società dell’informazione e la Concorrenza, la Commissione ha chiesto in sostanza come mai l’Agcom non abbia tenuto conto delle sue indicazioni. Bruxelles aveva accolto la prima proposta dell’Authority che autorizzava i nuovi entranti ad applicare tariffe di terminazione all’ingrosso più elevate di quelle Telecom, ma solo per un periodo transitorio di quattro anni. L’Authority italiana è chiamata a rispondere entro il primo settembre. La prima proposta era stata fatta dall’Agcom il 28 aprile, per permettere appunto agli operatori alternativi di «competere» nei mercati della telefonia al dettaglio; ma la proposta definitiva (adottata il 28 giugno e notificata a Bruxelles il 3 agosto) ha suscitato le preoccupazioni della Commissione perché contiene l’imprevista estensione da 4 a 5 anni, appunto, del periodo di tempo concesso ai nuovi entranti per creare condizioni omogenee nel mercato. Un commento è venuto ieri sera dall’ad di Wind, Paolo Dal Pino: «La decisione dell’Autorità tlc in materia di tariffe di terminazione considera in modo realistico la situazione italiana, nella quale Telecom Italia detiene ancora oltre il 90% della quota del mercato di accesso locale». Fastweb ha definito «sconcertanti» le affermazioni dell’Ue.