E la Svizzera dice sì alle nozze omosex

Elisabetta Pisa

da Lugano

La Svizzera riconosce i matrimoni gay. Con il 58% dei voti favorevoli (pari a 1.557.671 sì, contro 1.126.578 no) ieri è stata approvata la legge federale sull'unione registrata. La Confederazione è il primo Paese ad aver accettato in votazione popolare il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso. Gli omosessuali avranno gli stessi diritti delle coppie sposate eterosessuali, ma non potranno adottare bambini e ricorrere alla procreazione assistita. Un risultato che è stato accolto con grande soddisfazione dalle organizzazioni gay elvetiche.
In realtà la legge era stata votata a larga maggioranza dal Parlamento svizzero la scorsa estate. Contro l'approvazione del provvedimento avevano lanciato un referendum l'Unione democratica federale (Udf) e il Partito evangelico (Pev): il primo è un partito d'ispirazione cristiana che persegue una politica conservatrice; il secondo imposta il suo impegno sulla base del Vangelo. Due formazioni politiche minoritarie che in questa battaglia sono state affiancate dall'Udc, l'Unione democratica di centro, la destra nazionalista che ha stravinto alle elezioni dell'ottobre del 2003. Un potente alleato che, però, non è riuscito a mobilitare gli elettori, i quali per lo più hanno seguito le indicazioni degli altri partiti.
La legge sull'unione registrata si ispira al diritto matrimoniale: gli omosessuali vengono equiparati alle coppie sposate eterosessuali in ambito successorio e fiscale. Non solo. Il partner gay sarà considerato un familiare nel caso in cui il compagno venga ricoverato in ospedale: avrà il diritto di essere informato sulle condizioni del partner e di stargli accanto. I gay registreranno la loro unione davanti a un ufficiale di stato civile, impegnandosi a condurre una vita di coppia con diritti e doveri reciproci e ad assistersi e rispettarsi. Quanto al cognome, ognuno manterrà il proprio, anche se nella pratica potrà essere utilizzato quello del partner o il doppio nome. Il compagno straniero otterrà il permesso di soggiorno, ma non potrà beneficiare della naturalizzazione agevolata come nel caso delle coppie sposate.
«È una vittoria magnifica, quando ero giovane non avrei mai pensato che un giorno ci saremmo arrivati», commenta Jean-Paul Guisan, segretario di Pink Cross della Svizzera romanda, la federazione delle organizzazioni gay svizzere. Sul fronte opposto, naturalmente, la delusione è stata inevitabile. «Sono convinto che ora le coppie omosessuali - dice Ruedi Aeschbacher, parlamentare zurighese del Pev e copresidente del comitato contrario alla nuova legge - chiederanno di poter adottare i bambini».
Intanto, però, la sensazione è che gli svizzeri non abbiano fatto altro che legalizzare situazioni di fatto, già accettate per lo più dall'opinione pubblica. Nei Cantoni di Zurigo, Ginevra e Neuchâtel le unioni registrate erano già riconosciute dalle leggi cantonali. Dopo il voto di ieri, nel 2007 lo saranno in tutta la Svizzera.