E Tarcisio unisce i due don politici

Alle cronache degli ultimi tre anni resterà la sua capacità di cucire e mai strappare, di essere rigoroso ma nel dialogo, di duramente richiamare e umanamente comprendere. Il cardinale Tarcisio Bertone ha dimostrato di saper unire. Così, non è un caso che ieri i due preti agli antipodi, don Gianni Baget Bozzo e don Andrea Gallo, abbiano rilasciato dichiarazioni per la prima e probabilmente l’ultima volta simili.
Il primo, ideologo di Forza Italia, era stato richiamato dall’arcivescovo per l’eccesso di enfasi nel sostenere Silvio Berlusconi al congresso di Forza Italia nel 2004. Il secondo, il prete «di strada» ribelle, era stato definito dal porporato genovese «antievangelico» per le sue opinioni troppo «liberal». Ieri, don Baget Bozzo ha detto che «dispiace non avere più Bertone come vescovo di Genova». Don Gallo, che con Bertone ha studiato tre anni all’istituto teologico di Ivrea e che è stato ordinato nello stesso giorno, il primo luglio, ha espresso «onore, meraviglia, gioia». Entrambi hanno poi formulato gli auguri puntando l’attenzione sulla scelta da parte del papa di un non diplomatico per la seconda carica della Chiesa. Naturalmente, ognuno l’ha vista a suo modo. Interessato all’analisi don Gianni: «Non accadeva dal 1878. È una cosa rara nella storia della Chiesa. Sarà ora interessante comprendere perché il Papa ha fatto questa scelta. Sicuramente perché vi è una grande amicizia che li lega fin dai tempi della Congregazione per la dottrina della Fede». Lieto della disobbedienza don Andrea: «Una svolta a 360 gradi nella prassi della Chiesa». Concordi, i due preti, anche sul futuro Pastore: «Speriamo sia genovese».