E il telefonino trova i parcheggi

Un messaggino sms che ti avvisa che lì è possibile parcheggiare, e là invece, al momento no. Uno sguardo al navigatore satellitare per leggere una dettagliata mappa sui parcheggi ancora liberi della città. O al massimo, una telefonata, dove chi vorrà potrà implorare per sapere dove diamine è ancora possibile parcheggiare in centro città. Sembra fantascienza, o se non altro, il sogno per i sempre più collerici automobilisti alla ricerca dell'agognato parcheggio. Invece no, tutto vero. E a darci la speranza che forse da oggi, non saremo più costretti a produrre litri di bile per trovare un parcheggio e percorrere - si fa per dire - chilometri di ingorghi, ci ha pensato una società genovese: la Input, sede nel grattacielo di via XII Ottobre, gruppo legato dal 2002 alla tedesca Siemens, multinazionale specializzata nell'elettronica. Di Input è infatti l'idea e la tecnologia specifica ideata per la programmazione di sistemi di controllo e panificazione della sosta e del traffico. Il meccanismo già funziona, ed è utilizzato in diversi comuni d'Italia, come Reggio Emilia, Lecco, Battipaglia, Cecina e Vercelli.
Il sistema di studio «sui parcheggi intelligenti» al momento è vincolato ad aree di sosta a pagamento. «Ma non è detto - precisa Enrico Podestà, presidente Input - quello che a noi serve è un parcometro che ci permetta di fare rilevamenti, ma basterebbe un ticket, senza la necessaria volontà di utilizzare il parcheggio come strumento di cassa». Al momento la società ha già svolto uno studio pronto a trovare una soluzione ai problemi di viabilità in 78 comuni d'Italia, Genova compresa.
Ma non solo produzione di parcometri e tanto meno studi sui parcheggi, perchè Input, come anticipato, attraverso a particolari software e studi statistici è in grado di fare rilevamenti rivolti a una più razionale pianificazione del traffico. «Lo spirito del progetto - spiega Podestà - è quello di arrivare a una raccolta di informazioni, per capire quante vetture sostano in un park (attualmente rilevazioni sono state effettuate in parcheggi multipiano, ma è già pronta la tecnologia per rilevamenti nei parcheggi "a raso", ndr), studiare i movimenti dei veicoli, valutare i tempi di percorrenza in relazione ai giorni e alle diverse ore del dì, razionalizzare gli spazi, e informare gli utenti in tempo reale». Una sorta di mega cervellone che elabora dati, e un super occhio elettronico, che non spia, ma calcola e conteggia per informare chi vorrà essere informato, o magari la città intera con appositi pannelli elettronici. Un marchio «made in Genoa», che però non è utilizzato né a Genova, né in altri grandi comuni. E perché? «Perché i comuni più grandi difficilmente bandiscono gare pubbliche volte a premiare l'efficienza - risponde Podestà - ma si affidano a società partecipate o controllate dal Comune stesso».