E per le teste illustri aria da ghigliottina

da Parigi

La visita dei giorni scorsi in India non ha restituito al presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy il buonumore perso con lo scandalo SocGen. Proprio lui, che nelle sedi internazionali non si lascia scappare un'occasione per tuonare contro le «derive del capitalismo finanziario», deve fare i conti a casa propria con l'insufficienza dei controlli sulla macchina dei «futures». I tedeschi sorridono. Dicono che sono stati proprio loro ad aprire gli occhi al presidente di SocGen, Daniel Bouton, evitando perdite maggiori alla sua banca. Fino a ieri Bouton, che ha buoni rapporti con Sarkozy e col governo, sembrava intoccabile. Oggi la sua poltrona scricchiola. Secondo Le Parisien Dimanche, Sarkozy potrebbe gradire il pensionamento di quello scomodo amico, che non ha saputo tenere gli occhi abbastanza aperti. Ma la ghigliottina s'appresterebbe a mozzare anche altre teste al vertice di SogGen, dato che i guai di questa banca non finiscono affatto con la «questione Kerviel». Nessuno sa esattamente per quale cifra SocGen, che è assai attiva in Nordamerica, sia coinvolta nelle sabbie mobili dei «subprimes». C'è chi dice che la banca francese deve mettere in conto altri miliardi di euro di perdite. Ragione di più perché il governo dica la sua, cercando di dimostrare ai mercati finanziari - destinati forse a manifestare nei prossimi giorni il loro nervosismo - «se c'è o no un pilota a bordo», come si chiede un analista parigino. Il dossier tende a politicizzarsi. Sarkozy è furibondo e vuole spiegazioni. Il suo consigliere Henri Guaino è intervenuto ieri pomeriggio sulla rete radio Rtl per dire che «occorre correggere le regole di un sistema finanziario impazzito». Il primo ministro François Fillon ha chiesto un rapporto urgente alla titolare dell'Economia Christine Lagarde. Questa settimana ci sarà guerriglia anche all'Assemblea nazionale, con Fillon e madame Lagarde che dovranno rispondere ai deputati. L'opposizione è all'attacco: il socialista Pierre Moscovici dice di non credere alle spiegazioni ufficiali della banca e chiede al governo di spiegarsi di fronte al Parlamento. Solo il ministro del Bilancio Eric Woerth manifesta la propria fiducia in SocGen e nella versione dei fatti fornita da Bouton.