E la toilette per i trans divide le parlamentari

La Rnp: «È pazzesco». Luxuria: «No apartheid urinario». Meloni (An): «Sono d’accordo»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Viene chiamata «eliminazione delle barriere architettoniche», con il sottotitolo «il diritto ad una toilette specifica alle esigenze dei Deputati transessuali o transgender». Si tratta della richiesta di un «terzo gabinetto» per i transessuali da costruire alla Camera, fatta con una interrogazione da Lucio Barani, deputato del Nuovo Psi, famoso come sindaco di Aulla per le numerose iniziative in difesa di Bettino Craxi e per la «dedipietrizzazione» del suo comune. La sua prima interrogazione da deputato trova consenso trasversale e va accolta, spiega Elettra Deiana, deputato di Rifondazione comunista, soprattutto se dovesse esserci da parte di qualche deputata una richiesta specifica. «Si tratta - spiega - di rispettare le varie sensibilità che ci sono in Parlamento. Sino ad oggi non mi pare che ci sia stata alcuna protesta, ma se ci fosse anche da parte di una sola persona, andrebbero posti dei rimedi». Il riferimento è al fatto che Luxuria la deputata-deputato eletta-o con Rifondazione è stata «assegnata» alla toilette riservata alle deputate donne. Qualcuno comincia a esprimere il proprio disagio, e Lucio Barani propone la costruzione del «terzo gabinetto». «Fare un bagno in più è pazzesco - afferma la neodeputata della Rosa nel pugno Donatella Poretti - cosa c’entrano in questo caso le barriere architettoniche non so!». E aggiunge: «Per fortuna da noi non ci sono quei gabinetti terribili degli uomini dove bisogna stare in piedi... e una volta che una persona è entrata nel nostro wc mica stai a guardare dal buco della serratura per vedere che fa...!».
La stessa onorevole Luxuria a proposito della proposta di Lucio Barani risponde: «L’apartheid della segregazione urinaria non è un argomento che mi appassiona particolarmente. Non voglio ottenere il privilegio di avere un bagno tutto per me. A Barani ricordo che quando si va in bagno si chiude la porta». Valentina Aprea, ex-sottosegretaria di Fi alla Pubblica istruzione, considera invece la richiesta del sindaco di Aulla una buona idea. «Non c’è nessuna intenzione discriminatoria, per carità - precisa con forza - ma anzi credo che sia necessario porre maggiore attenzione alla riservatezza della persona. Per questo servono luoghi separati, idonei. Del resto la Camera ha tanti spazi, per cui l’ipotesi di una terza toilette è assolutamente fattibile».
Sarà uno dei primi problemi che dovrà affrontare Giorgia Meloni di An, nominata vicepresidente della Camera. «Sono tendenzialmente d’accordo con la proposta fatta da Barani. Mi sembra una soluzione che può mettere d’accordo tutti». E aggiunge per evitare qualsiasi equivoco rispetto a Luxuria: «Senza alcuna discriminazione per carità, ma nel pieno rispetto di tutti. A me sino ad oggi non è capitato di incontrarla, ma trovo normale che possa esserci qualcuno che pone il problema».