E Travaglio monopolizza la web tv di Al Gore

Travaglio c’è a ogni ora. Per carità, non che non sia un bel vedere, ma tipo, il lunedì: 13.35 Marco Travaglio Misteri d’Italia, 14.00 Marco Travaglio Più dell’inciucio, 17.35 Marco Travaglio Mangano eroe, 19.30 Marco Travaglio Aveva ragione Grillo… Alle 05.00 del mattino si ricomincia in ordine sparso: Marco Travaglio Mangano eroe…. Volete anche il martedì? Martedì: 15.00 Marco Travaglio I bertoladri, 17.40 Marco Travaglio Craxi al netto, 18.25 Marco Travaglio Unipol, D'Alema e…, 19.40 Marco Travaglio Spatuzza, il penultimo, 23.00 Marco Travaglio Passaparola 21… Alle 05.00 del mattino si ricomincia in ordine sparso: Marco Travaglio Passaparola 21… Non è una rassegna monografica ma il palinsesto di Current Tv, il network innovativo che, secondo uno dei suoi fondatori americani, Joel Hyatt (l’altro, com’è noto è Al Gore), «si prefigge di portare l’internet intelligente in tv e non la tv stupida sugli schermi di internet». Il network che per metà si prefigge di salvare il mondo e in Italia, per l’altra metà (sembrerebbe, ma di certo è solo un caso) di affossare il governo. Un po’ vocazione ecologica, un po’ vocazione «golpista». Il network che lo scorso 19 novembre ha ricevuto il prestigioso premio «Hot Bird» (categoria news) e che manda in onda anche un sacco di documentari mica male. Però è anche quello che programma il film Videocracy-Basta apparire sull’indecoroso potere della tv (commerciale), che si scaglia contro la «legge-bavaglio», che spalma, appunto, Travaglio a tutte le ore. E nemmeno l’ispido e tonico Travaglio di Annozero, quanto piuttosto il Travaglio, polemicamente un po’ imbolsito, dei blog e dello studio di casa sua. Quello con la libreria bianca gonfia di volumi alle sue spalle, i Codici di pronto consumo sulla sua scrivania, il pupazzetto di Silvio Berlusconi con gli occhi rossastri e le orecchie enormi, un paio di forbici dall’impugnatura possente, proprio lì, accanto al pupazzetto... Perché Marco è anche un ragazzo moderno e spiritoso, con gadget moderni e spiritosi. Mica come certi uffici levigati che puzzano di cera e falso sapere perfino dal video… E poi dentro il network ci sono Saviano, Grillo, un sacco di produzioni interessanti per «l’intrattenimento consapevole», come lo definiscono loro: Citizen Berlusconi, la Minaccia, Nazirock, l’Affaire Mondadori, Camicie Verdi… E gli speciali: Paolo Guzzanti e La Mignottocrazia, l’intervista a Riccardo Iacona, le intercettazioni di Trani curate dalla redazione di Annozero, lo speciale sul lodo Alfano... E insomma, manco si fossero dati una «mission». E se se la fossero data non avrebbero potuto portarla a termine così bene. Le prove tecniche del terzo polo piene di schegge di martirio. Perché di fatto, Current, con i suoi nano-share da satellite, è la perfetta vetrina per quelli in possesso del perfetto kit anti-Berlusconi. Per quelli che non diveggiano ma restano in mezzo alla gente (anche con due “g”) e aiutano le voci libere a sollevarsi. Quelli che vendono milioni di copie, e, quando hanno a disposizione la platea fanno milioni di teste (in termini di ascolto). Current offre involontariamente la possibilità all’estetica dell’intellettuale di sinistra di andare in onda con tutti i suoi must. Il profilo tipo di una star di Current? 1) È un ospite martirizzato dei vari Annozero, Ballarò, Vieni via con me; 2)Scrive per l’Unità o per Il Fatto Quotidiano (che è più figo); 3) Ha un blog dove i suoi seguaci piangono tutta la loro sofferenza e lo riempiono di interventi dall’esaustivo titolo «voglio scendere» o roba del genere; 4) Scrive libri; 5) Lavora, appunto, per Current; 6) Ha uno spettacolo teatrale nel quale è rigorosamente solo sul palco, col microfono a cerchietto e nessuna scenografia; 7) Va a certe manifestazioni; 8) Tiene lezioni all’università; 9) Concede interviste da opinion leader a giornali borghesi; 10) Guadagna un sacco di soldi.