E il trono del sindaco Marsano minaccia di saltare

Gianfranco Gadolla di An lo boccia per non aver saputo risolvere i problemi di Santa Margherita; Umberto Calcagno dell'Udc non nega di «essere scontento sotto l'aspetto politico»; il coordinatore regionale di Forza Italia Michele Scandroglio, infine, potrebbe addirittura spingersi a chiedere al vicesindaco e consigliere provinciale Gianni Costa, messo sotto accusa dal Circolo delle Libertà cittadino, di abbandonare la nave. Decisamente non ci sono dubbi: per il sindaco di Santa Margherita Claudio Marsano e la sua maggioranza sono giorni di passione. Giorni che molti osservatori prevedevano sarebbero arrivati. Fin dal 2004, dal giorno in cui Marsano, allora assessore uscente della giunta di Angelo Bottino e iscritto alla Margherita, fu eletto sindaco a capo di una lista imbastita da esponenti dell’opposizione di centrodestra. Se allora una vittoria netta tacitò le titubanze, oggi le segreterie politiche dei partiti della (ex) Casa delle libertà chiamano «Minotauro» ciò che lo stesso Marsano e la maggioranza continuano a etichettare come «lista civica». Il consigliere di maggioranza Piero Chiarelli, in polemica con Gadolla che gli contesta scarso spirito di militanza, rivendica di «aver rappresentato con tutte le forze An» (suo ex-partito), «arrivando a ottenere la nomina di Augusto Sartori, presidente del circolo cittadino, a consigliere dell'Area marina protetta».
Lista civica o meno, la destra tuona di non essere stata a guardare. Il problema è che a sinistra non è bastato aver piazzato la bandierina sullo scranno più alto: è stato infatti un membro dello staff del sindaco, Jolanda Pastine, sorella dell'assessore al Turismo, a centrare l'impresa di essere eletto all'assembla nazionale del Pd. Lista civica o no, è nell'ufficio di Marsano che la creatura veltroniana sta muovendo i primi passi per radicarsi sul territorio. Inevitabile che i vertici regionali di Fi si riuniscano per affrontare l'«affaire» Santa. Lo faranno il giorno 14. Un appuntamento forse decisivo. Molto dipenderà da Gianni Costa. Lo «bacchetta» bonariamente Gian Carlo Mai del Circolo della libertà (forte del notevole successo di iscritti): «A decidere non sono né Costa né altri, ma gli elettori». E aggiunge: «Quello che ci vuole per Santa è un sindaco che faccia invece di dire e basta». Intanto Costa dichiara: «Farò ciò che il partito mi chiede. Se il 14 si parlerà di Santa, bisognerà valutare la situazione con la giusta serenità e ragionare prospetticamente». E conclude: «Sono aperto a tutte le soluzioni, ma in quest'ultimo anno e mezzo abbiamo in cantiere progetti importanti. La situazione politica nazionale non sembra così manichea da giustificare lo scoppio di un “caso Santa”». Nessuna pregiudiziale di fronte all'ipotesi di dover pilotare la caduta di Marsano, a patto che l'alternativa abbia il gradimento di chi, come lui, conta quasi 400 voti. Costa non disdegna infatti di unirsi al coro del collega Adriano Casazza e dell'assessore ai Lavori pubblici, Alberto Balsi, iscritto all'Udc, che affermano di non temere un eventuale isolamento politico e un conseguente braccio di ferro con le rispettive sigle di appartenenza.