E in tv arrivano le «Donne assassine»

Gli otto episodi sono liberamente tratti da un libro argentino

da Roma

L’episodio pilota l’avevamo visto quasi un anno fa allo scorso Festival di Roma, ora Donne assassine diventa una vera e propria serie tv che mantiene però nella messa in scena un respiro cinematografico. Il canale FoxCrime (su Sky) ha fatto le cose in grande e per il debutto della serie, dal 16 ottobre ogni giovedì alle 21,55, ha lanciato anche una grande campagna pubblicitaria mirata soprattutto a intercettare la curiosità del pubblico più cinefilo (ben quattro pagine su Ciak di questo mese). Sì perché questi otto «crime movies» che affrontano il tema della ribellione femminile, della rivincita delle donne, mostrate nel ruolo anticonvenzionale del carnefice piuttosto che in quello stereotipato della vittima, sono stati affidati a registi prettamente cinematografici come Alex Infascelli (Almost Blue e Il siero della vanità), Francesco Patierno (Il Mattino ha l’oro in bocca e Pater familias) e Herbert Simone Paragnani che ha diretto però solo il «pilot» la cui messa in onda curiosamente chiuderà la serie il 4 dicembre. Per non parlare del cast che, come usa solo al cinema, è «all star» al femminile, compresa la sigla cantata da Carmen Consoli, a partire dal primo episodio Chiara con Sandra Ceccarelli e Claudia Pandolfi. In quelli successivi vedremo, in ordine di apparizione, Violante Placido, Caterina Murino, Martina Stella (non più bionda ma in versione «dark lady» come tutte le altre), Ana Caterina Morariu, Valentina Cervi, Marina Suma, Sabrina Impacciatore e Donatella Finocchiaro.
Donne Assassine, targata Fox Channels Italy in collaborazione con Fox Factory Europe e prodotta da Wilder, è liberamente tratta dal libro Mujeres Asesinas dell’argentina Marisa Grinstein che ha anche ispirato nel suo Paese un’omonima serie tv di successo. Tanto che gli otto nuovi episodi di FoxCrime sono stati girati tra Buenos Aires (per riutilizzare i set) e Torino. Ma la serie non avrà alcuna caratterizzazione geografica vista l’universalità dei temi trattati: donne all’apparenza normali che nascondono passioni brucianti e covano risentimenti che le porteranno a diventare efferate omicide. Spinte dai moventi più disparati, ciascuna porta dentro di sé i segni di una ferita non completamente rimarginata, di un lontano trauma irrisolto. La loro disperata ribellione finisce per rivelarsi una liberazione, distruttiva e autodistruttiva, che le condanna a trasformare i propri sogni di felicità in incubi sanguinosi.